Il recente annuncio di Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. riguardo alla sua nuova aggiudicazione per il progetto di mitigazione dell’erosione presso la base MUOS di Niscemi arriva in un momento delicato per la cittadina siciliana, recentemente colpita da una frana che ha messo in evidenza le vulnerabilità geologiche della zona. Un dato che sembra non essere una semplice coincidenza, considerando che il progetto di cui parliamo è destinato a risolvere proprio quei problemi di instabilità del terreno che hanno messo in difficoltà l’intera comunità.
Il Progetto di Mitigazione dell’Erosione
L’intervento, denominato “Erosion Mitigation Measures” (Misure di Mitigazione dell’Erosione), prevede il ripristino e la stabilizzazione del rilevato tramite l’uso di strutture in terra stabilizzata meccanicamente. Queste sono state progettate per garantire la stabilità del pendio a lungo termine, prevenendo ulteriori fenomeni di erosione che potrebbero minacciare la sicurezza del MUOS e delle aree circostanti. Parallelamente, si interverrà sul piazzale esistente per migliorare il drenaggio delle acque superficiali, riducendo così i rischi di danni maggiori.
Il progetto prevede anche l’adozione di tecniche di ingegneria naturalistica per migliorare la stabilità naturale dei terreni circostanti. Queste misure sono particolarmente rilevanti in un’area dove la fragilità del suolo è già ben nota e dove eventi come la recente frana possono avere conseguenze devastanti.
Una Coincidenza?
La tempistica dell’annuncio di Pizzarotti, che avviene proprio tre giorni fa, non sembra una semplice coincidenza. Infatti, a pochi giorni di distanza dall’accaduto, il gruppo ha reso noto l’aggiudicazione dell’appalto per la mitigazione dell’erosione presso il MUOS di Niscemi. L’azienda, che ha una lunga esperienza nel settore, ha già realizzato in passato opere strategiche come la costruzione del CARA di Mineo, ex residence per i militari USA.
La coincidenza tra il progetto di mitigazione e la frana che ha recentemente scosso Niscemi solleva interrogativi legati alla sicurezza e alla gestione del territorio intorno al MUOS. Si tratta di una mossa per prevenire ulteriori disastri o una risposta tardiva a un problema che era già stato sollevato da tempo?
L’Autorizzazione della Regione Siciliana
Nel contesto di questa situazione, è fondamentale ricordare che la Regione Siciliana aveva già autorizzato interventi per la mitigazione dei rischi ambientali nell’area del MUOS prima della frana che ha colpito Niscemi.
Nel 2025, infatti, la Regione Siciliana ha dato il via libera a lavori di consolidamento del terreno e per la messa in sicurezza delle aree circostanti al MUOS attraverso un decreto assessoriale (n. 259), firmato dall’Assessore al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino. Questi lavori prevedevano la stabilizzazione delle scarpate e l’implementazione di tecniche di drenaggio per prevenire i fenomeni erosivi che potrebbero minacciare la sicurezza della base e delle strutture circostanti. La progettazione di questi interventi era stata accompagnata da una procedura di valutazione di incidenza ambientale (VINCA), ed era stato messo in evidenza come la base MUOS potesse essere un elemento di rischio in caso di mancata manutenzione.
Tuttavia, nonostante l’autorizzazione di questi lavori, le polemiche non sono mancate. La Regione Siciliana, infatti, aveva dovuto rispondere alle preoccupazioni degli ambientalisti e dei movimenti locali, che avevano denunciato la carenza di interventi mirati a contrastare l’erosione e a salvaguardare il territorio. La recente frana ha messo in evidenza che, nonostante l’ok alle misure di sicurezza, la situazione del territorio non è stata adeguatamente monitorata e protetta nel tempo, come dimostra il disastro che ha colpito Niscemi.
Le Mitigazioni USA a Niscemi: Cosa è Cambiato nel Tempo?
Nel contesto delle misure di mitigazione ambientale e della sicurezza, va ricordato che la base MUOS di Niscemi è stata oggetto negli anni ’10 di una lunga battaglia legale tra la Regione Siciliana, i movimenti No MUOS, e lo Stato. I movimenti locali hanno più volte accusato il governo regionale di non aver rispettato i vincoli paesaggistici e ambientali nella costruzione del sistema di comunicazioni satellitari militari. Le richieste di indennizzi per i danni ambientali e per la gestione dei rischi connessi alla base sono rimaste, in parte, inevase.
Anche le misure di mitigazione, pur previste da atti formali, hanno sollevato non poche polemiche. Nonostante gli impegni ufficiali da parte delle autorità competenti, gli interventi sul territorio sono stati giudicati insufficienti dai movimenti locali, che denunciano come le mitigazioni previste per l’area non siano mai state veramente efficaci.
Con la recente aggiudicazione dell’appalto per la stabilizzazione del terreno presso il MUOS, si torna a parlare della base militare di Niscemi, che continua a essere al centro di un dibattito acceso a livello locale. La connessione tra il MUOS e la frana che ha recentemente colpito il paese, tuttavia, non ha alcun fondamento scientifico. La distanza di oltre 5 chilometri in linea d’aria tra i due punti esclude ogni correlazione diretta, ma il fatto che la base venga sistematicamente associata ai problemi ambientali del territorio evidenzia come il tema della presenza militare continui ad alimentare sospetti e preoccupazioni nella comunità locale.
In questo contesto, non si può ignorare che, sebbene la base sia lontana dall’epicentro del disastro naturale, la questione del MUOS rimanga al centro della cronaca e del dibattito pubblico, soprattutto alla luce dei precedenti storici riguardo la gestione del territorio e la sicurezza dell’area. Se, infatti, l’intervento recentemente avviato mira a mitigare l’erosione e a stabilizzare il terreno, la frana che ha scosso Niscemi dimostra che la gestione del rischio e la prevenzione dei disastri ambientali nel comune continuano a essere questioni irrisolte.




