venerdì, Dicembre 2, 2022
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Vizzini: in scena”La Lupa” di Giovanni Verga e mercoledì 10 agosto “Li criaturi”

Martedì 2 agosto scorso, a Vizzini, nella caratteristica piazza S. Agata, in una calda e stellata sera d’estate a far da cornice suggestiva, è andata in scena la rappresentazione teatrale di una delle novelle più audaci e intriganti di Giovanni Verga: La Lupa. Ha così avuto inizio la tradizionale stagione delle Verghiane, a ricorrenza quest’anno del centenario della morte del grande scrittore verista. Nei panni della lupa (la gnà Pina) una brava e avvenente Donatella Finocchiaro, attrice affermata pure al cinema, che ne ha curato anche la regia, al suo debutto, con la co-produzione del Teatro Stabile di Catania e del Teatro della Città-Catania Centro di Produzione Teatrale. Accanto a lei, nei panni di Nanni Lasca, il palermitano Bruno Di Chiara, oltre che un gruppo di attori e attrici molto bravi, tra i quali un volto già conosciuto dai vizzinesi, quello di Alice Ferlito, nelle vesti della gnà Filomena, ma già Lupa a sua volta nel lontano 2004, quando andò in scena con il Teatro Skenè. La lupa è una figura letteraria che incarna il destino di una donna, la quale, sottraendosi al conformismo del suo tempo, per seguire la sua natura di donna libertina e amante dell’eros, va incontro a un destino di emarginazione e dannazione sociale inflittole dalla comunità paesana e rurale in cui vive, finendo per morire assassinata per mano proprio di colui che era stato l’oggetto del suo desiderio. Storia antica, dunque, ma forse, per certi versi, ancora attuale, rivisitata in un’ambientazione moderna rispetto al tempo originario della novella (i costumi sono quelli degli anni ’40, ’50 del secolo scorso), ma con un linguaggio e soprattutto una forma mentis che erano del 1800, che rimasero vividi ancora negli anni ’50 e che, a tratti, sopravvivono tutt’oggi. Il ritmo dello spettacolo è sostenuto, tiene lo spettatore incollato al palcoscenico per tutta la sua durata: unico atto per una durata di circa 90 minuti. Il tono è quello tragico del destino amaro di una donna denigrata e ingiuriata da tutti, persino dalla figlia; ma alleggerito a momenti da scene e battute esilaranti che fanno divertire il pubblico, nonchè da scene vagamente erotiche che coinvolgono tutto il cast, a sottolineare il fatto (a parer mio) che in fondo, una lupa alberga per natura in ogni donna, oltre che in ogni uomo. Assolutamente centrale è, per tutta la durata dello spettacolo, la figura imponente della donna: la donna come madre, come figlia, come amante, come comare pettegola e come figura solidale con le sue simili; ma più di ogni altra, la donna come guerriera, eternamente impegnata a lottare per affermare se stessa in ognuna delle sue nature e liberarsi da quell’unica veste di madre e moglie fedele in cui per secoli è stata relegata dagli uomini. È la donna, pertanto, il fil rouge che tiene insieme le diverse epoche portate in scena: il 1800, epoca dello scrittore; gli anni ’50, epoca dei costumi indossati; i tempi d’oggi, rappresentati nella scena del ballo scatenato su musiche moderne, fatto dai personaggi femminili in déshabbillé, sul finire dello spettacolo. Un pò sacrificato il pubblico, stretto nel poco spazio della piazza rimasto a far da platea; cionondimeno appagato dalla qualità della rappresentazione e dalla bravura degli attori. Secondo appuntamento, questo de La Lupa, dell’estate vizzinese, inaugurata giorno 27 luglio scorso da un evento (La notte rusticana) organizzato dalla Pro Loco in piazzetta S. Teresa, dinnanzi all’osteria raccontata da Giovanni Verga nella sua Cavalleria Rusticana: serata di degustazione di prodotti tipici locali e musica dal vivo con la Made in Italy Band.Prossimo appuntamento giorno 10 agosto: l’associazione culturale Bidifolk & Vita, in collaborazione con Pro Loco e Teatro Skenè, presentano Li criaturi di Giovanni Verga, rappresentazione con personaggi verghiani e versi raccontati alla maniera dei cantastorie.

 

 

Daiana Melfi

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