lunedì, Gennaio 26, 2026
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NISCEMI: Intervista dal fronte dell’emergenza

Dal cuore dell'emergenza la voce di chi non si ferma: Salvatore Nanfaro, scout e volontario, racconta la drammatica notte degli sfollati di Niscemi. "Siamo qui per loro, fino alla fine"

Niscemi (Caltanissetta), 26 gennaio 2026 – Mentre il fronte della frana continua ad allargarsi e le piogge non danno tregua, migliaia di persone vivono ore di angoscia nella cittadina nissena. Abbiamo raggiunto telefonicamente Salvatore Nanfaro, scout del Gruppo AGESCI Niscemi 1 e componente della Protezione Civile AGESCI, che da oltre 24 ore è impegnato nell’assistenza agli sfollati presso il centro di accoglienza del Palasport Pio La Torre.

Salvatore, qual è la situazione sul campo in questo momento?

«La situazione è molto grave. Tutta la zona a sud di Niscemi è completamente franata. Parliamo di un dislivello di circa 20 metri in alcune zone. Per fortuna al momento le case danneggiate sono poche, ma ovviamente per questioni di sicurezza sono state evacuate almeno 2-3 strade nei quartieri più colpiti – Sante CrociTrappeto e via Popolo. Stiamo parlando di circa 1000 persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni.»

Dove sono stati sistemati gli sfollati?

«Gli sfollati sono stati dislocati in vari bed and breakfast, ospitati da famiglie disponibili e nei centri di accoglienza che sono stati allestiti. Qualcuno non aveva proprio dove andare a dormire. Il problema è che le condizioni meteo non ci stanno aiutando per niente: sta continuando a piovere qui a Niscemi e questo ci fa temere ulteriori smottamenti o nuove fasi della frana.»

Come si sono organizzati gli scout?

«Noi come scout ci stiamo attivando fin dal primo momento. Per fortuna il nostro centro, adiacente alla palestra Pio La Torre, è proprio dove è stato allestito il primo punto di aiuto e intervento per le persone. Come scout stiamo facendo accoglienzaregistrazione degli sfollatidistribuzione dei pasti e, cosa molto importante, animazione per i bambini

Ci sono limitazioni a quello che potete fare come volontari scout?

«Sì, come Protezione Civile AGESCI la nostra operatività si ferma a queste attività di supporto alla popolazione. Non possiamo fare più di questo. Ma è già tanto: vedere il sorriso di un bambino in una situazione così drammatica è fondamentale per dare un po’ di normalità a queste famiglie che hanno perso tutto da un momento all’altro.»

Quali sono le principali criticità in questo momento?

«Le strade. Sono state chiuse le strade provinciali 10 e 12, che sono le arterie viarie principali. Niscemi rischia l’isolamento: l’unica via di collegamento praticabile al momento è la strada provinciale 11. I collegamenti con la statale Gela-Catania sono completamente bloccati. E poi c’è la paura: le persone hanno paura per sé stesse e per le loro case. Molti ci hanno detto: “Non sappiamo cosa fare, dove andare”.»

Quanto tempo ci vorrà per tornare alla normalità?

«Sicuramente ci sarà un processo lungo di bonifica e di gestione dell’attività franosa. Il sindaco Massimiliano Conti parla di un fronte della frana di almeno quattro chilometri, sempre più ampio. Ci sarà una zona rossa con famiglie che non potranno rientrare nelle loro abitazioni. Il governo regionale sta predisponendo il provvedimento per la dichiarazione di calamità naturale

Il territorio di Niscemi è particolarmente fragile?

«Purtroppo, sì. Questa zona è già stata colpita nel 1997 da una frana drammatica proprio nel quartiere Sante Croci. Siamo su colline di argille e sabbie molto fragili, e il maltempo degli ultimi giorni – con il ciclone Harry che ha scaricato centinaia di millimetri di pioggia – ha fatto il resto. I tecnici dicono che la terra si è abbassata di dieci metri in poche ore nella notte tra domenica e lunedì. »

Che messaggio vuoi lanciare?

«Voglio ringraziare tutti i volontari, gli scout, la Protezione Civile regionale e nazionale che stanno lavorando senza sosta. Il Dipartimento della Protezione Civile, con il capo Fabio Ciciliano, sta coordinando le operazioni dalla sala crisi. E poi un appello: abbiamo bisogno di aiuto, di solidarietà. Queste persone hanno bisogno di sapere che non sono sole.»

Continuerai ad aggiornarci?

«Certo, assolutamente. Man mano che la situazione evolve vi farò sapere. Se ci sono domande specifiche, sono a disposizione.»

 

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