Una storia lunga 102 anni, fatta di impegno educativo, servizio e comunità, è stata raccontata ieri sera in piazza Falcone e Borsellino, durante l’evento organizzato dai gruppi scout cittadini. Un appuntamento partecipato e sentito, che ha riunito
oltre 200 scout di ogni età, insieme a famiglie, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.
Lo scoutismo a Caltagirone ha attraversato più di un secolo di storia grazie a uomini, donne, ragazzi e ragazze che hanno saputo fare proprio il metodo educativo ideato da Sir Robert Baden-Powell, fondatore del movimento scout. Un metodo che affonda le sue radici nelle esperienze vissute durante la Seconda Guerra Boera, quando Baden-Powell, allora ufficiale dell’esercito britannico, guidò la difesa della città di Mafeking, assediata per 217 giorni. In quel contesto affidò a giovani ragazzi il ruolo di messaggeri e staffette, rimanendo colpito dal senso di responsabilità, dall’ingegno e dalla disciplina dimostrati. Da quell’esperienza nacque l’idea di un modello educativo capace di accompagnare generazioni di giovani nella crescita personale e civica, fondato su fiducia, autonomia e servizio.
Anche in un territorio come quello calatino, segnato dallo spopolamento e da poche opportunità lavorative, lo scoutismo continua a rappresentare una speranza concreta, un luogo in cui coltivare talenti, valori e senso di appartenenza.
Nonostante la serata umida, domenica 14 dicembre, in Piazza Falcone Borsellino i numerosi scout presenti hanno seguito con attenzione e partecipazione i vari momenti celebrativi. Un passaggio particolarmente significativo è stato il ricordo delle origini: nel 1923 Gino Zappardino e altri caltagironesi fondarono uno dei primi reparti scout cittadini.
A raccontarne la storia è stato Salvo Zappardino, nipote di Gino, che ancora oggi e con orgoglio indossa l’uniforme CNGEI. Il suo intervento ha ricordato la figura del nonno, scout dell’allora “Riparto Pierino Dal Piano” ASCI Caltagirone 1, che dedicò la sua vita al servizio dello Stato nella Guardia di Finanza, ricevendo la Medaglia al Valor Militare per il contributo alla liberazione di Roma del 1943.
I bambini dei branchi, i ragazzi dei reparti e i giovani dei clan hanno ascoltato con emozione, partecipando anche al canto della prima canzone del reparto, in un clima di condivisione che ha coinvolto anche gli ospiti provenienti da diverse località siciliane.
A portare il saluto delle istituzioni è stata l’assessore Micol Liardo, presenza ormai abituale agli eventi scout, che ha ringraziato i gruppi per il costante impegno educativo e sociale sul territorio.
A scaldare ulteriormente l’atmosfera ci ha pensato Fra Gimmi, sacerdote scout e cantante, che nel ruolo di anchorman musicale ha proposto una scaletta di brani giovani e meno giovani, facendo ballare e cantare il pubblico presente.
Tra foto ricordo, immagini storiche, oggetti vintagi e l’albo d’onore che ha raccolto i pensieri degli scout non più in attività, il momento più solenne della serata è stato l’alzabandiera, curato dalle pattuglie d’onore dei gruppi Agesci Caltagirone 1 e Caltagirone 3, CNGEI e MASCI, presso la struttura semipermanente realizzata appositamente per questo “Centenario +2”, sulla collina che ospita il giardino accanto al Palazzo di Giustizia e che resterà montato fino a tutto giugno 2026.

La celebrazione è stata impreziosita anche dalla presenza del Vescovo della Diocesi di Caltagirone, S.E. Mons. Calogero Peri, che ha voluto testimoniare la vicinanza della Chiesa locale a uno dei principali baluardi educativi della città e del calatino (erano presenti alcuni gruppi del Ramacca, del Mirabella I. e del Palagonia, capace di unire giovani provenienti da contesti sociali diversi attraverso il metodo scout, fondato sulla promessa e sulla legge.
Nei prossimi mesi sono previsti altri eventi che continueranno a colorare Caltagirone dei fazzolettoni scout e, soprattutto, della loro gioia di vivere e di servire. Una storia che guarda al futuro, con radici profonde nel passato.




