L’economia siciliana tira un sospiro di sollievo. I dati del Centro Studi di Assoesercenti relativi al primo semestre 2025, confrontati con lo stesso periodo del 2024, mostrano una timida ma incoraggiante ripresa del tessuto imprenditoriale dell’isola. Tra gennaio e giugno 2025 si sono registrate 13.472 nuove imprese, con un aumento del 6,5% (+818 unità) rispetto alle 12.654 del 2024. Un dato che, secondo l’analisi, riflette una maggiore fiducia e propensione a investire, favorita anche da incentivi per l’imprenditoria giovanile e femminile. Sul fronte opposto, le chiusure sono calate: le cessazioni sono state 11.504, con una flessione del 5,5% (-670 unità) rispetto al 2024. Un segnale di maggiore stabilità per le aziende già attive, nonostante le persistenti difficoltà legate a caro energia e accesso al credito. Analizzando i settori, l’agricoltura spicca per dinamismo, con un aumento del 5% di nuove iscrizioni e un calo di oltre l’8% delle cessazioni. Anche commercio e turismo mostrano segnali positivi, specialmente a Catania e Palermo. A Catania, in particolare, le cancellazioni nel commercio sono diminuite del 21,34% e nel turismo del 30%. Il presidente di Assoesercenti, Salvo Politino, commenta i dati con cauto ottimismo: “La Sicilia, nei primi sei mesi del 2025, dimostra di voler scommettere ancora sull’impresa. Aumentano le nuove iscrizioni, diminuiscono le cessazioni e in alcuni comparti emergono segnali particolarmente confortanti”. Politino sottolinea, però, che per tradurre questa resilienza in crescita strutturale servono semplificazione burocratica, accesso al credito agevolato e incentivi stabili. “Solo così i numeri positivi di oggi potranno tradursi in un cambiamento strutturale domani”, conclude.