Palagonia: la musica per riscattare l'immagine del borgo

Il concerto per Santa Febronia diventa un simbolo di rinascita culturale e sociale, superando lo stigma della cronaca per dire chi siamo.

A cura di Salvo Stuto Salvo Stuto
30 giugno 2026 17:25
Palagonia: la musica per riscattare l'immagine del borgo -
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Fiore all'occhiello di una programmazione culturale molto variegata, Domenica 14 Giugno sera, la storica Chiesa San Pietro Matrice si è riempita fino all’ultimo banco per il concerto d’apertura della festa patronale di Santa Febronia. Un evento che, al di là del valore artistico, ha mandato un messaggio chiaro: Palagonia vuole e può raccontarsi con un’altra voce. L’esibizione, apertura del programma ufficiale dei festeggiamenti per la Santa Patrona, ha visto alternarsi sul palco i musicisti dell'associazione musicale La Quarta Nota sotto la direzione artistica di Lorenza Fagone. Una serata all'insegna della musica colta, Bach, Schubert, Chopin e molti altri autori immortali. Applausi scroscianti, standing ovation finale e chiesa gremita: un successo che racconta la musica come risposta in un momento particolare per la comunità. “Solo poco tempo fa Palagonia assieme ad altri comuni limitrofi è finita sulle pagine nazionali per una vasta operazione delle forze dell’ordine contro spaccio di stupefacenti e criminalità organizzata. Arresti, titoli duri. Il rischio, come spesso accade nei piccoli borghi, è che l’identità di un’intera comunità venga schiacciata sullo stigma della “malavita””, ha spiegato Lorenza Fagone, direttrice artistica del concerto. Domenica 14 Giugno invece il copione è cambiato. Qui la musica non è stata solo intrattenimento: è diventata un’arma culturale. Un’alternativa concreta per i ragazzi del paese, un modo per occupare spazi, costruire bellezza e dire che esiste un’altra Palagonia.
La direttrice artistica Lorenza Fagone ha dichiarato: “Credo fortemente che nei piccoli comuni, e non solo, l'arte possa essere strumento di una rivalsa, non solo culturale ma anche sociale poiché genera riflessioni sui problemi che ci affliggono e contemporaneamente offre un modo per ergersi da essi”.
Don Sebastiano Di Benedetto alla chiusura della serata, lo ha detto senza giri di parole: “bisogna imparare dai propri errori e crescere con umiltà. Mettiamoci dietro al Maestro e impariamo da Lui”. L'amministrazione comunale e il comitato della festa patronale puntano proprio su questo trasformare Santa Febronia in un laboratorio di identità positiva. Non cancellare i problemi ma affiancargli una narrazione diversa. Perché Palagonia è anche barocco, agrumeti, volontariato e musica che unisce. Il concerto ha aperto ufficialmente i dieci giorni di celebrazioni per Santa Febronia, patrona della città. Ma il segnale andato in scena a San Pietro Matrice va oltre il calendario religioso. “È la dimostrazione che l’arte, nei piccoli centri, non è un lusso: è una necessità di molti! E se è vero che una rondine non fa primavera, una chiesa piena di note e di ragazzi è già un buon modo per iniziare a scriverla, la primavera di Palagonia”, ha concluso Lorenza Fagone, direttrice artistica del concerto.

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