INPS Caltagirone: la riapertura ed il futuro del Convitto
Nostra intervista al Direttore Regionale Saltalamacchia che spiega il piano di rilancio del Convitto per anziani e studenti
In un momento di riflessione sul futuro dei servizi pubblici e del patrimonio immobiliare di Caltagirone, abbiamo posto alcune domande al Direttore Regionale dell'INPS Sicilia, dott. Sergio Saltalamacchia (nella foto) in merito alla continuità operativa dell’Agenzia complessa dopo le recenti criticità strutturali e la visione strategica per il Convitto “Don Luigi Sturzo” di Caltagirone
Considerata l’evacuazione cautelativa dei locali dell’Agenzia complessa a seguito delle criticità strutturali emerse, quali sono le tempistiche previste per il ripristino dell'attività e la riapertura dello sportello al pubblico? Sono state individuate soluzioni temporanee per garantire la continuità del servizio agli utenti?
“I tempi complessivi necessari per l’adeguamento statico ed il miglioramento sismico dell’Agenzia complessa di Caltagirone sono stimati in dieci mesi. Grazie alla messa a disposizione da parte del Sindaco di Caltagirone di appositi spazi dell’Amministrazione municipale, il lay out dell’Agenzia e parte del back office saranno operativi fisicamente negli stessi all’inizio dell’autunno di quest’anno. Nel frattempo i servizi di informazione e consulenza continueranno ad essere resi per telefono o tramite videochiamata”.
Alla luce della necessità di adeguamento sismico e strutturale, quale sarà la funzione prevalente della struttura in futuro? Si intende confermare il progetto di realizzazione di miniappartamenti per anziani o sono al vaglio ulteriori destinazioni d'uso in linea con il potenziale di alta formazione e housing sociale?
“Il progetto del 2018 prevedeva di realizzare al terzo ed al quarto piano ( attualmente inutilizzati e completamente da ristrutturare) 20 miniappartamenti per utenti singoli ed altrettanti per coppie di anziani autosufficienti, per un totale di sessanta posti; Il costo marginale ( l’ulteriore costo per l’implementazione del servizio ) era di appena € 500.420, in considerazione del fatto che una parte rilevante dei costi del Convitto ha una struttura rigida e consente, pertanto, importanti economie di scala; I ricavi conseguenti ammontavano ad € 564.000, superando i costi di oltre il 10% e consentendo l’ammortamento dell’investimento per la ristrutturazione in un arco temporale di 30 anni; L’attuale numero di semi convettori è di 165, quello dei convettori di 35 e l’importo complessivo delle relative rette ammonta a poco meno di € 200.000; Impiegando a favore dei convettori l’attuale Palazzina universitari (visto che il numero di convettori si è più che dimezzato dal 2018 ad oggi), sarebbe possibile realizzare ulteriori 20 appartamenti nel corpo principale dell’immobile, da destinare ad anziani non autosufficienti , in ossequio alla Legge regionale n.22/86 che prevede per tale categoria una riserva nelle strutture socio assistenziali di almeno il 20%. A regime l’utenza del Convitto risulterebbe così composta: 35 convittori, 165 semi-convettori, 60 anziani autosufficienti, 20 anziani non autosufficienti. I costi aumenterebbero di circa € 650.000 ed i ricavi di circa € 750.000, prendendo come base i calcoli del 2018”.
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