Mineo, l’ex assessore Bonacia: “Dimessa, non dai miei ideali”
L’intervista a Giorgia Bonacia dopo l'addio alla delega ai servizi sociali: un bilancio dell'attività svolta e le prospettive per il futuro
Di SALVO STUTO.
Nell'intervista racconta un addio che definisce “sereno”e che descrive, con un riferimento tra le righe al partito locale di Fratelli d’Italia Mineo, come visioni “evolute in modo differente” e la certezza che fare politica per convenienza si riconosce sempre. In questa intervista ripercorre i suoi anni di impegno istituzionale parlando di bullismo, famiglie in difficoltà e di un futuro che, almeno per ora, la porta lontano da Mineo. Ma non lontana dai suoi ideali. Ha iniziato a fare politica a 24 anni: prima come consigliere, e ha concluso il suo percorso in giunta chiedendo lei stessa di essere sostituita al più presto. Giorgia Bonacia lascia con serenità la Giunta comunale di Mineo dopo otto anni di impegno, gli ultimi tre vissuti come assessore ai Servizi Sociali, Pari Opportunità e Istruzione.
Rileggendo l’esperienza, c’è qualcosa che avresti fatto diversamente?
Sono stati tre anni ricchi di sfide, di lavoro incessante, ma che, senza dubbio, hanno portato ad una crescita, sia umana che politica perché è stato un impegno che è maturato nel tempo. Ho cominciato che ero giovanissima, a 24 anni, da consigliera, e poi mi è stata data l'opportunità di poter proseguire il mio impegno con la seconda sindacatura Mistretta in qualità di assessore. È stata una crescita sia dal punto di vista istituzionale, ma, soprattutto, dal punto di vista umano. Questo perché ricoprire la carica di assessore già di per sé è un impegno, ma ricoprire la carica di assessore ai Servizi Sociali, Pari Opportunità e Istruzione ti porta a confrontarti quotidianamente con una realtà particolare, che è quella dei bisogni delle persone, delle fasce deboli della popolazione. Addirittura, quando ho iniziato a ricoprire la carica di assessore pensavo che dal momento che il nostro paese è una realtà piccola, una comunità dove ci conosciamo tutti, non ci fossero così tante situazioni e realtà particolari. E invece, purtroppo, c'è una parte importante di disagio economico, ma ancor più sociale: episodi di bullismo, famiglie disfunzionali ecc.
Continuerai a fare politica attiva anche se esterna alla giunta e al consiglio?
Da quando ho iniziato ho sempre detto che avrei voluto fare politica fintanto che avrei vissuto a casa mia e quindi nell'ottica di un impegno sociale nei confronti della mia comunità, di quella che è casa mia. E non ho mai buttato l’occhio troppo più in là. La strada che io voglio fare è un'altra, però è anche vero che dopo che maturi un'esperienza, vedi le cose in un certo modo e non ti puoi neanche tirare indietro. Se tu sposi una linea politica che è quella del partito o se tu hai un ideale, questo ti rimane. Non è che perché ti sei dimessa allora questo cambia. Io mi sono dimessa da un ruolo, che è quello di assessore all'interno di questa Giunta, ma non ho cancellato la mia persona, i miei ideali. Se posso dare una mano, la darò sempre a prescindere. Se ci sarà una cosa da fare per il mio paese io la farò. Per il momento se mi chiedi: “Ma ti ricandiderai? Farai...?”, ti dico per il momento no, perché la mia strada è un’altra.
A chi senti di dover dire grazie in questi 8 anni? O anche a chi senti di non ringraziare.
Il ringraziamento va al gruppo Insieme per la Città che ha creduto in me, dandomi questa opportunità. Poi sicuramente ai dipendenti comunali, in particolar modo a quelli dei Servizi Sociali e della Pubblica Istruzione, perché con loro ho lavorato a stretto contatto e abbiamo condiviso tutto, nel bene e nel male. E poi, il ringraziamento più grande va a tutti i cittadini che mi hanno sostenuta e che hanno creduto in me in questi anni. Spero anche di poter comunque essere partecipe delle scelte che verranno fatte per questa comunità, nell'ottica di un gioco di squadra, perché secondo me è importante non lasciare indietro nessuno, anzi cercare di tenere vicine le persone che non fanno politica in prima linea.
Ti senti ancora pienamente rappresentata dalla linea politica del gruppo locale di Fratelli d’Italia Mineo?
All’interno di un gruppo non sempre tutti abbiamo la stessa visione delle cose. Si può anche pensarla in maniera diversa ed è giusto che ognuno segua serenamente e con libertà quello che ritiene più giusto. Per il resto, quando si fa politica, si deve avere la maturità e l’intelligenza di scindere i rapporti umani da quelli politici, nel rispetto reciproco, non dimenticando però da dove si è partiti. Questo dovrebbe far sì che ci sia la volontà da parte di tutti di voler continuare a trovare linee comuni. Il dialogo deve essere sempre la base di ogni rapporto soprattutto quando si parla di bene comune. Proprio per questo non lo rifiuto mai. Voglio mantenere la coerenza che da sempre mi ha contraddistinto. Sicuramente il fatto che nei mesi prossimi sarò più distante da Mineo, cambierà le cose a prescindere. Però questo non significa che non si può trovare un dialogo per la collaborazione.
E quindi tu come hai vissuto questo passaggio? Te lo aspettavi? Ci sono state delle comunicazioni? È stata una decisione condivisa o meno?
Sono stata io a chiedere più volte di velocizzare questo passaggio perché, in linea con la mia coerenza a me non piace riscaldare poltrone. L’assessore non è il consigliere comunale, dunque richiede tanta presenza, impegno, soprattutto in un momento così difficile per il nostro Comune e per la nostra comunità. Sono stata proprio io a chiedere di fare quanto prima possibile perché per me era fondamentale che ci fosse qualcuno che potesse garantire una presenza costante e il supporto alla Giunta e al sindaco. Io l'ho vissuta e la vivo tutt'oggi molto molto serenamente. Ovviamente quando è arrivata la nomina di colei che mi doveva sostituire, l'ho vissuta come una liberazione perché per come sono fatta io a me non piace stare in un posto giusto per. Sono stata io a pressare proprio per questo motivo.
Hai avuto modo di fare un passaggio di consegne con il tuo successore?
Sono stata al Comune a salutare gli impiegati e per il passaggio di consegne. Ho segnalato al neoassessore alcune situazioni e ho sempre detto di essere a disposizione e che ci sarà sempre il supporto qualora ne dovesse avere bisogno.
C’è qualcosa che vorresti dire pubblicamente che finora non hai potuto dire?
L’unica cosa che ho dimenticato di mettere anche nella mia lettera di dimissioni è questa: in tre anni di esperienza, penso di essere stata, di averci almeno provato, l’assessore di tutti. Al di là dei colori politici, al di là delle appartenenze, ho provato ad avere un dialogo sempre con tutti. Non ho mai chiuso la porta in faccia a nessuno. Sono stata diverse volte anche allo SPRAR. Il dialogo è importante non solo all'interno della squadra, ma anche perché anche un'opposizione rappresenta una parte della nostra comunità e quindi è giusto.
E quindi ti auguri che venga fatta la stessa cosa anche dopo.
Sì. Mi auguro che questo dialogo possa continuarne e mantenere un equilibrio e operare tutti nell'unico interesse: quello del bene della città.
Un’ultima domanda: Cosa distingue, secondo te, chi fa politica per vocazione da chi la fa per convenienza?
La cosa fondamentale che distingue chi fa politica per vocazione da chi la fa per convenienza è il motivo di fondo per cui tu la fai. Se tu fai politica per vocazione, lo fai proprio nell'unico interesse che è quello della comunità e non nell'interesse personale. Non per ottenere vantaggi. Per me la squadra è stata squadra sempre, non ho avuto difficoltà a collaborare con Alessandra (Lira, ex vicesindaco ed ex assessore alla Cultura ndr), Manuel (Alessandro, neo vicesindaco e assessore al Bilancio ndr), che possibilmente hanno un’appartenenza politica, un’idea anche diversa dalla mia. Quando invece tu fai politica per mettere delle bandierine è diverso: anche se stai in squadra fai un gioco che porta a un tuo successo personale, a una tua visibilità personale. Fare politica per vocazione significa anche sacrificare una parte della propria vita. Se tu lo fai per vocazione, a te non pesa dover stare in una riunione anche fino alle 9 di sera, perché vuoi esserci. Penso ad esempio, a tutte le volte che lavorato per qualcosa: non abbiamo mai delegato o detto all'operaio X “fai questo o fai quello”. L’abbiamo sempre fatto noi. Questo ti fa percepire quanto tu lo fai per vocazione, per spirito di servizio nei confronti dei tuoi cittadini.
E poi quando si agisce per vocazione le decisioni vengono prese collettivamente e non sono calate dall’alto.
Esatto. Quando lo fai per vocazione hai la necessità di ascoltare il parere di tutti e trovare soluzioni comuni perché quando lo fai sei più rappresentativo. Se invece cerchi di imporre un’idea persegui una strada che è solo la tua, e di certo questo non è il mio modo di fare politica.
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