Ramacca, caos dipendenti: il CSA proclama stato agitazione
Stato di agitazione per arretrati e sicurezza. Il sindacato ricorre al Prefetto, ma il sindaco replica: "Le altre sigle si dissociano"
Clima teso al Palazzo di Città. Il coordinamento territoriale del CSA/ral ha ufficialmente proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente del Comune di Ramacca. La sigla sindacale, guidata dal coordinatore Domenico La Piana, ha già investito della questione il Prefetto, richiedendo l'avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge.Alla base della protesta una "lista nera" di inadempienze che spaziano dal mancato pagamento di straordinari, reperibilità e turnazioni, fino al debito accumulato sui buoni pasto per il triennio 2023-2025. Pesano inoltre le incertezze sull'aumento orario per i part-time e le criticità sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008), con denunce su carenze in vestiario e dispositivi di protezione."Non è possibile che l'Amministrazione ignori il malessere generalizzato dei lavoratori," dichiara La Piana. "Contro l'immobilismo e il silenzio agiremo con proteste ancora più incisive."Il sindacato punta il dito contro una gestione definita carente nel dialogo, citando anche le nebulose procedure di trasferimento del personale alla Società Idrica Etnea (SIE). Per i dipendenti, la pazienza è esaurita: il rispetto dei contratti e della dignità lavorativa non è più negoziabile."Prendiamo atto che questa iniziativa riguarda esclusivamente questa sigla sindacale e che le altre si dissociano da tale iniziativa. L’amministrazione rimane sempre disponibile per un confronto aperto produttivo e leale". Questa la dichiarazione del Sindaco di Ramacca Rosario Gravina.
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