venerdì, Luglio 19, 2024
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Policlinico San Marco di Catania: la valorizzazione del rapporto mamma-bambino

Il presidio sanitario San Marco viene istituito cinque anni fa, tra i vari e molteplici servizi sanitari che offre, l’edificio A piano 2 ospita il reparto di UTIN e Neonatologia. ‘’Tra i servizi offerti, all’interno dell’azienda sanitaria godiamo di un servizio di supporto psicologico di cui i genitori possono usufruire dietro richiesta pervenuta nel nostro reparto. Noi abbiamo molte specialità mediche, come il Maxillofacciale, neurochirurgia, Sten del trasporto di emergenza neonatale, per cui tramite l’ambulanza del 118 possiamo trasferire i bambini da centri ospedalieri sprovvisti di Utin a centri ospedalieri più all’avanguardia per fornire loro la massima assistenza possibile’’. Il reparto è dotato di vari ambulatori e svolge anche ulteriori attività durante la degenza dei bambini: epilessia neonatale, malattie neuromuscolari, ventilazione non invasiva, approccio multidisciplinare in paziente con handicap neuromotorio, insufficienza respiratoria acuta e cronica. Tra le attività del reparto, ogni anno quest’ultimo celebra la giornata internazionale della prematurità, che rappresenta un momento di incontro importante tra genitori, bambini e medici, il quale consente agli stessi di interagisce, fare domande e testimoniare il progresso ottenuto dai loro bambini durante e dopo l’assistenza sanitaria che gli è stata fornita.  Dott. Carla Cimino: ‘’Il reparto di Terapia Intensiva del Policlinico San Marco di Catania, rivolge molta attenzione al rapporto genitore-bambino. All’interno del reparto sono presenti cinque posti letto “mamma-bambino, nei quali durante la degenza, superate le cure intensive, la mamma rimane 24 ore su 24 con il proprio piccolo, assistita dal personale del reparto. In questo modo si riducono le giornate di separazione, vissute sempre con grande sofferenza dalla mamma, si favorisce la care (nonché la cura dei neonati pretermine o con patologie che richiedono un ricovero) e si permette alla mamma di affrontare con maggiore serenità il momento del rientro a casa. Spesso purtroppo, i tempi di degenza del prematuro sono molto lunghi e i genitori si preoccupano di non conoscere le esigenze dei loro piccoli che hanno trascorso molto tempo in reparto’’.

Alisea Intonato

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