sabato, Febbraio 24, 2024
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Caltagirone: al municipio il convegno del Rotary Club “La riforma delle province”

“La riforma ha una sua rilevanza per il Calatino per la prospettiva di rilancio della rappresentanza politica del territorio e per le possibili ricadute sociali in relazione alle rinnovate funzioni politiche che verranno individuate”. Lo ha dichiarato il presidente del club service Pietro Cracò in merito al convegno “La riforma delle province” tenutosi al municipio su iniziativa del Rotary Club Caltagirone con il patrocinio del Comune e moderato dall’on. Antonio Carullo, socio del Rotary, che ha affiancato una premessa storica sulle province ad una disamina sugli sviluppi e ad una serie di considerazioni sul testo di riforma. “La necessità di riorganizzazione dei servizi pubblici con un dialogo tra i Comuni e le future province, che consenta di superare le attuali criticità economiche che colpiscono gli enti locali” è stata evidenziata dal sindaco Fabio Roccuzzo. Il commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Ragusa Salvatore Piazza, anch’egli socio del Rotary calatino, ha presentato i progetti portati avanti e i risultati raggiunti nella sua esperienza amministrativa. Antonio Barone, ordinario di diritto amministrativo all’ Università di Catania e consulente Ars “Affari istituzionali”, ha illustrato la natura della riforma, ritenuta necessaria per recuperare un incostituzionale stato dell’arte che vede oggi l’attuale legge Del Rio incompiuta nel suo processo legislativo in quanto confliggente con l’ancora riconosciuta natura costituzionale delle province. I lavori sono stati chiusi dall’assessore regionale alle Autonomie locali e Funzione pubblica Andrea Messina comunicando “la sussistenza del via libera nazionale alla riforma”. Restano da definire in sede parlamentare le funzioni, le competenze e i territori di rappresentanza provinciali sulla presumibile scorta delle precedenti province e aree metropolitane.Trovate le risorse economiche sulle quali dovranno reggersi i ripristinati enti intermedi, nell’arco di massimo un anno è ipotizzato che si ritorni al voto con l’ elezione diretta dei rappresentanti.

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