mercoledì, Aprile 21, 2021
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Palagonia: costringevano due dipendenti ad accettare una paga inferiore rispetto alla busta paga

Una misura cautelare personale e reale, emessa dal locale GIP, a carico di due donne di Palagonia, indagate per estorsione e malversazione ai danni dello stato, è stata eseguita dai Carabinieri del Comando Tutela Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, all’esito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Caltagirone. Due donne responsabili di una cooperativa sociale operante come scuola paritaria, avrebbero costretto due dipendenti ad accettare una paga inferiore rispetto a quella indicata in busta paga e, successivamente, a restituire la minor somma ricevuta, dietro minaccia di licenziamento. Le due dipendenti, in evidente stato di bisogno, pur di non perdere il posto di lavoro e, conseguentemente, il punteggio per le graduatorie per l’insegnamento, avrebbero restituito complessivamente 12.500 euro alle indagate, appropriatesi peraltro dei contributi statali per scuole paritarie in relazione agli importi solo fittiziamente pagati. Ad una delle indagate sono state applicate le misure cautelari personali di obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria; inoltre, i Carabinieri del NIL di Catania procedono al sequestro preventivo per equivalente dei suoi beni mobili ed immobili, fino a copertura della somma indebitamente ricevuta dalle due vittime.

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Una misura cautelare personale e reale, emessa dal locale GIP, a carico di due donne di Palagonia, indagate per estorsione e malversazione ai danni dello stato, è stata eseguita dai Carabinieri del Comando Tutela Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, all’esito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Caltagirone. Due donne responsabili di una cooperativa sociale operante come scuola paritaria, avrebbero costretto due dipendenti ad accettare una paga inferiore rispetto a quella indicata in busta paga e, successivamente, a restituire la minor somma ricevuta, dietro minaccia di licenziamento. Le due dipendenti, in evidente stato di bisogno, pur di non perdere il posto di lavoro e, conseguentemente, il punteggio per le graduatorie per l’insegnamento, avrebbero restituito complessivamente 12.500 euro alle indagate, appropriatesi peraltro dei contributi statali per scuole paritarie in relazione agli importi solo fittiziamente pagati. Ad una delle indagate sono state applicate le misure cautelari personali di obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria; inoltre, i Carabinieri del NIL di Catania procedono al sequestro preventivo per equivalente dei suoi beni mobili ed immobili, fino a copertura della somma indebitamente ricevuta dalle due vittime.

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