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Calcio: in ricordo a Paolo Rossi, un campione anche nella vita

Nella ricorrenza del trigesimo dalla morte di Paolo Rossi avvenuta il 9/12/2020 per un male incurabile, non si può non ricordare i grandi valori sportivi ed umani che ha lasciato al mondo del calcio ed agli sportivi in generale per le sua bravura e per il suo carattere gioioso e semplice. E’ morto in silenzio sperando che fino all’ultimo potesse superare la malattia, con la vicinanza dei suoi cari, moglie e figli, ma anche con il dolore dei suoi amici calciatori che hanno vinto il mondiale del 1982. Paolo Rossi giovanissimo, approda nella squadra Lanerossi Vicenza e nel giro di tre anni porta con i suoi gol, la squadra in serie A conquistando anche il titolo di capocannoniere della serie B. Rossi nel sua storia calcistica ha vinto tutto con la Juve, tre scudetti, coppa Italia, coppa Uefa, coppa dei campioni, supercoppa dei campioni. E’ stato capocannoniere in serie B ed in serie A con il Lanerossi Vicenza e capo cannoniere nella coppa dei campioni. E’ stato il primo giocatore al mondo a vincere nello stesso anno 1982 coppa dei campioni, capocannoniere della competizione e pallone d’oro, record eguagliato oggi solo da Ronaldo. Rossi era arrivato ai mondiali dopo un lungo infortunio e dopo la triste vicenda personale, rimasto fuori dal calcio per oltre due anni ed era rientrato un mese prima della fine del campionato con la Juventus conquistando lo scudetto. Ma Bearzot nonostante tutto, volle che Rossi facesse parte della nazionale di calcio per il mondiale. Così grazie a lui con i tre gol segnati al Brasile, con i sei gol segnati nella competizione mondiale e con la vittoria finale con la Germania per 3 a 1 vincendo la coppa, divenne l’eroe del mondiale di Spagna. Dopo quel mondiale indimenticabile per noi italiani avendo vinto la coppa del mondo, Paolo Rossi con i suoi gol venne chiamato col soprannome di ” Pablito” dai brasiliani e da tutti gli sportivi per aver inflitto al Brasile nel campo di Barcellona una sonora sconfitta di 3 a 2 con tre gol dello stesso Paolo Rossi, anche perché il Brasile era la favorita per il titolo mondiale.
Tra i ricordi di quel meraviglioso campionato del mondo voglio ricordare alcune immagini che sono rimaste e rimarranno indelebili nella mente di noi italiani, ossia i gol di Pablito soprattutto il terzo contro il Brasile, l’urlo di Tardelli in Italia Argentina, le parate di Zoff, la voce di Nando Martellini che per ben tre volte urla” Italia campione del mondo”, le piazze e le strade delle città piene di tutti gli sportivi e cittadini di qualunque età a sbandierare il Tricolore italiano, ed infine l’urlo del nostro Presidente della Repubblica Sandro Pertini allo stadio e la bella immagine della giocata a carte con Bearzot ed alcuni giocatori sull’aereo di ritorno in Italia. Quella squadra composta da Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Tardelli, Conti, Rossi, Antognoni e Graziani, è stata senza dubbio la migliore di tutti i tempi della storia calcistica non solo per la vittoria ai mondiali ma soprattutto perché ha dato all’Italia di quel decennio e delle generazioni successive, lo spirito di Patria e l’orgoglio di essere italiani. Di questa grande squadra Rossi è il terzo venuto a mancare dopo Bearzot e il grande Scirea. Pablito è morto prematuramente a distanza di 15 giorni dalla morte del più grande calciatore del mondo Armando Maradona, con il quale si sono scontrati sia con la nazionale ai mondiali sia con le squadre di club Juve – Napoli, tante volte. La vittoria del campionato mondiale del 1982 è stata per l’Italia e per gli italiani sportivi e non sportivi, un motivo di orgoglio e di riscatto anche per tutti gli italiani emigrati all’estero ( Germania, Brasile, Argentina). Ed il merito di questo e’ stato anche di Pablito è morto da campione sportivo ma anche da campione di gentilezza e di umanità. Lo stesso Maradona intervistato alcuni anni fa per il film documentario su Paolo Rossi aveva detto ” Paolo è uno dei giocatori al mondo che ha dato tanto al calcio mondiale anche come esempio di vita”. Il mondo sportivo sarà riconoscente e lo ricorderà per sempre.
Filippo Cultrona

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