Emergenza Etna, Assoesercenti: impatto fino a 22 milioni

Etna e aeroporto di Catania, Assoesercenti stima un impatto potenziale fino a 22 milioni sull’intera filiera turistica siciliana.

A cura di Paolo Buda Paolo Buda
20 agosto 2026 14:00
Emergenza Etna, Assoesercenti: impatto fino a 22 milioni -
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L’emergenza legata all’attività dell’Etna e le conseguenti limitazioni all’operatività dell’aeroporto di Catania avrebbero prodotto effetti economici sull’intera filiera turistica siciliana, con un impatto potenziale stimato da Assoesercenti fino a circa 22 milioni di euro.

L’associazione ha aggiornato una prima valutazione, inizialmente compresa tra 12 e 25 milioni di euro, sulla base dei dati disponibili sui voli cancellati e dei parametri statistici della Banca d’Italia relativi alla spesa turistica.

Secondo i dati considerati da Assoesercenti, nel periodo dell’emergenza erano programmati circa 1.900 voli. Il 36% sarebbe stato cancellato, per una stima di circa 684 movimenti, mentre circa 630 voli sarebbero stati riprotetti o dirottati su altri aeroporti.

Partendo dai dati del Bilancio di Sostenibilità SAC 2025, che indica 12.369.485 passeggeri e 81.003 movimenti commerciali, Assoesercenti ricava una media di 152,7 passeggeri per movimento. Applicando questo valore ai voli cancellati si arriva a circa 104.400 passeggeri associati alle cancellazioni. L’associazione precisa che si tratta di una stima statistica e non del numero effettivo di persone rimaste a terra.

Per valutare la componente turistica, Assoesercenti utilizza uno scenario centrale del 50%, arrivando così a circa 52.200 potenziali viaggiatori a finalità turistica.

Sulla base di una spesa media per notte di 139,1 euro, indicata dalla Banca d’Italia per i viaggiatori stranieri pernottanti in Italia nel 2025, la spesa turistica teoricamente associata ai soggiorni oscillerebbe da circa 21,8 milioni di euro per tre giorni fino a 43,6 milioni per sei giorni.

Considerando però che una parte dei viaggiatori potrebbe aver successivamente raggiunto la Sicilia o modificato il proprio viaggio, Assoesercenti ipotizza che il 50% della spesa potenziale non sia stato recuperato. In questo scenario, l’impatto sarebbe di circa 10,9 milioni di euro per tre giorni di permanenza, 14,5 milioni per quattro, 18,2 milioni per cinque e 21,8 milioni per sei giorni.

Da qui la stima massima di circa 22 milioni di euro.

Secondo l’elaborazione dell’associazione, nello scenario centrale da 18,2 milioni circa il 48,1% dell’impatto riguarderebbe la ricettività, mentre il restante 51,9% ricadrebbe su ristorazione, trasporti, taxi e NCC, commercio, escursioni e altri servizi.

«Il dato che emerge con maggiore chiarezza è che l’emergenza non riguarda soltanto l’aeroporto e non riguarda soltanto gli alberghi – afferma il presidente di Assoesercenti Salvo Politino –. Quando un turista non arriva in Sicilia, vengono meno una camera, ma anche una cena al ristorante, un trasferimento NCC o taxi, un autonoleggio, un’escursione, una visita guidata e gli acquisti nei negozi».

Politino precisa che i 18,2 milioni dello scenario centrale e i circa 22 milioni dello scenario più severo non rappresentano un danno già contabilizzato, ma una stima economica da verificare attraverso i dati reali delle imprese.

Assoesercenti chiede infine un tavolo permanente tra SAC, Regione Siciliana, ENAC, ENAV, compagnie aeree, aeroporti alternativi, sistema dei trasporti e rappresentanze delle imprese, con l’obiettivo di definire procedure condivise per la gestione delle emergenze e la continuità turistica.

«Non possiamo impedire all’Etna di eruttare – conclude Politino – ma possiamo evitare che ogni emergenza naturale si trasformi automaticamente in un’emergenza economica per migliaia di imprese siciliane».

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