L’economia dell’attenzione dietro like e condivisioni

Dietro ogni clic si muove un mercato dell’attenzione in cui piattaforme, algoritmi e utenti trasformano reazioni sociali in valore

30 giugno 2026 09:39
L’economia dell’attenzione dietro like e condivisioni -
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Like, commenti e condivisioni sono la parte visibile di una macchina più complessa: l’economia dell’attenzione. Ogni gesto online produce un segnale. Il like indica approvazione rapida, il commento misura coinvolgimento, la condivisione trasforma un contenuto in veicolo sociale. Ma il valore nasce quando questi segnali vengono letti con altri dati: permanenza, scorrimento, cronologia, interessi, relazioni e orari di accesso. Le piattaforme non mostrano semplicemente ciò che pubblichiamo. Ordinano, selezionano e spingono contenuti attraverso sistemi di raccomandazione che cercano di prevedere cosa tratterrà l’utente più a lungo. L’attenzione diventa materia prima economica: più tempo passiamo dentro un ambiente digitale, più aumentano le occasioni di profilazione, pubblicità e influenza. Il problema è che le metriche non misurano sempre qualità, verità o utilità pubblica. Spesso premiano ciò che provoca reazione immediata: indignazione, sorpresa, appartenenza, paura. Per questo un contenuto molto visto non è necessariamente importante, e un post molto condiviso non è automaticamente affidabile. La popolarità digitale può essere il risultato di interesse autentico, ma anche di polarizzazione, automatismi o manipolazione. Capire l’attenzione online significa guardare oltre i numeri. Le metriche raccontano comportamenti, non coscienze. Sono strumenti potenti, ma parziali. Il punto decisivo è chi le interpreta e con quale obiettivo: informare, vendere, orientare o controllare.

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