Caltagirone, crisi industriale: l'appello di imprese e Chiesa

Le aziende chiedono stabilità alla Regione, mentre il Vescovo richiama la politica alla responsabilità morale per salvare il futuro locale

16 giugno 2026 17:18
Caltagirone, crisi industriale: l'appello di imprese e Chiesa -
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La Zona Industriale di Caltagirone è sull’orlo di un definitivo collasso. Tredici imprese, guidate dal rappresentante Francesco Cannizzo, hanno lanciato un appello urgente al Presidente della Regione Renato Schifani. La richiesta è chiara: intervenire subito per superare anni di contenziosi e incertezze che minacciano la continuità produttiva e i livelli occupazionali, colpendo duramente anche lo storico comparto ceramico. Le aziende invocano l’applicazione del nuovo DDL regionale, che punta a tutelare gli insediamenti esistenti e a riconoscere il diritto di acquisto degli immobili agli operatori già insediati. Si chiede di trasformare l’immobilismo amministrativo in un percorso di rilancio, evitando che capannoni costruiti con fondi pubblici restino simboli di degrado. In questo scenario critico, si leva la voce di Mons. Calogero Peri, Vescovo della Diocesi di Caltagirone. In una lettera aperta, il presule definisce la crisi un'emergenza che travalica i confini economici: «Quando un territorio perde la propria capacità produttiva, ciò che accade si diffonde silenziosamente nella vita sociale», avverte. Per Mons. Peri, il lavoro è dignità e costruzione del bene comune; pertanto, la politica non può limitarsi alla correttezza formale degli atti, ma deve assumersi la responsabilità morale degli effetti concreti sulla tenuta della comunità. Le imprese, aperte a soluzioni transattive e alla regolarizzazione delle posizioni, chiedono solo la certezza necessaria per sopravvivere. L'appello è unanime: la politica regionale e le istituzioni devono agire ora per evitare che il depauperamento produttivo segni il definitivo declino di un’intera città.

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