Dennis-Yerai Eckert Ayensa: dalla Bundesliga al Mondiale 2026

Il calciatore dell’Iran, pronto per il sogno della World Cup 2026, racconta il suo legame speciale con la Sicilia e la comunità di Raddusa

15 giugno 2026 09:29
Dennis-Yerai Eckert Ayensa: dalla Bundesliga al Mondiale 2026 -
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Dai campi della Bundesliga fino al sogno della FIFA World Cup 2026 con la maglia dell’Iran, la carriera di Dennis-Yerai Eckert Ayensa racconta una storia profondamente internazionale. Un percorso costruito tra Germania e Belgio, passando per palcoscenici calcistici di alto livello, ma che custodisce anche un legame affettivo e familiare con la Sicilia e con Raddusa, dove la famiglia Virzì lo ha accolto più volte come uno di casa. Oggi Dennis si prepara a vivere il momento più importante della sua carriera: il Mondiale 2026, un traguardo inseguito fin da bambino e diventato realtà grazie al suo percorso professionale e alle sue radici iraniane. Dopo aver vestito la maglia della Germania Under 19, il passaggio alla Nazionale iraniana ha rappresentato una scelta decisiva nella carriera del calciatore. «Ho giocato nelle giovanili del Borussia Mönchengladbach e grazie alle mie prestazioni sono arrivato alla nazionale tedesca Under 19. Successivamente è arrivata la chiamata dell’Iran. Mio padre è iraniano e per me è stato un momento di grande orgoglio. La decisione è stata naturale, perché mi ha permesso di vivere nuove esperienze e rappresentare il mio Paese a livello internazionale». Un’emozione che si rinnova ancora oggi, alla vigilia della competizione più importante del calcio mondiale. «Da bambino era il mio sogno partecipare a un Mondiale. Ora è tutto reale ed è un’esperienza incredibile. Spero che la nostra squadra possa fare bene». Tra gli avversari che sogna di affrontare, un nome su tutti: Cristiano Ronaldo, il suo idolo calcistico. La crescita di Dennis è passata attraverso campionati competitivi come la Bundesliga e la Pro League belga, esperienze che hanno contribuito alla sua maturazione sportiva. «Ho giocato in campionati di alto livello e ogni esperienza mi ha aiutato a crescere. La cosa più importante è stata non arrendersi mai e continuare a lavorare ogni giorno per migliorarmi». Accanto alla carriera sportiva, esiste un lato profondamente umano legato alla famiglia e ai ricordi. Attraverso lo zio Nino e la famiglia Virzì di Raddusa, Dennis ha sviluppato un rapporto speciale con la Sicilia. «Con mio zio Nino e la famiglia Virzì ho un legame molto speciale. Ho visitato la Sicilia insieme alla mia famiglia e me ne sono innamorato. Le persone, la cultura e l’atmosfera familiare significano molto per me». Il primo viaggio sull’isola risale a circa cinque o sei anni fa, seguito da numerosi ritorni che hanno consolidato un rapporto sempre più forte. Raddusa, in particolare, ha lasciato un segno preciso nei suoi ricordi. «È un luogo bellissimo e familiare. Ricordo la piazza, la bar del paese e soprattutto le persone sempre sorridenti e accoglienti. Faceva caldo, ma l’atmosfera era davvero speciale». Fondamentale nella sua vita anche il rapporto con i cugini, tra cui alcuni con radici italiane e spagnole. «I miei cugini sono sempre stati importanti per me. Grazie alla parte italiana ho imparato ad apprezzare il buon cibo e i momenti trascorsi insieme alla famiglia». Tra le specialità siciliane, una in particolare è diventata irrinunciabile: «La granita è qualcosa a cui non posso rinunciare quando torno in Sicilia». Con l’avvicinarsi del Mondiale 2026, Dennis vive un momento unico della sua carriera, consapevole del significato di questa esperienza. «Spero di poter vivere un torneo importante con la mia nazionale e di poter regalare gioia ai tifosi». E un pensiero speciale lo dedica proprio a Raddusa e ai suoi parenti siciliani.«Auguro a tutti voi tanti bei momenti durante il Mondiale. Spero che le nostre prestazioni possano portarvi un sorriso. E chi vive in un posto come Raddusa ha già ogni giorno un motivo per essere felice. Spero di rivedervi presto».

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