Appello alla Politica da Raia su crisi agricoltura in Sicilia
Concetta Raia (Dirigente PD Sicilia): "Riprendo l'appello lanciato dalla CIA, perché condivido il grido d’allarme dei produttori agricoli"
PALERMO. Sulla crisi agricoltura in Sicilia, Concetta Raia (dirigente regionale del PD) lancia un proprio "appello alla politica". E perchè abbia deciso di farlo e con forza, il già parlamentare siciliano lo spiega qui di seguito: <<Riprendo l’appello lanciato dalla CIA e pubblicato nei giorni scorsi su La Sicilia, perché condivido pienamente il grido d’allarme dei produttori agricoli. Contro pioggia, grandine, nubifragi e fenomeni climatici estremi si può fare ben poco. Contro i cambiamenti climatici, invece, è necessario mettere in campo politiche serie, capaci di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. Ma ciò che la politica può fare subito è sostenere concretamente i piccoli e medi agricoltori, evitando che siano costretti ad abbandonare le loro terre. Servono aiuti immediati, strumenti efficaci e una strategia che restituisca dignità e redditività a chi produce. L’agricoltura - ricorda Raia - rappresenta per la Sicilia e per la nostra provincia un settore fondamentale. È economia, occupazione, tutela del paesaggio, difesa delle aree interne, valorizzazione delle tradizioni e delle produzioni di qualità, sempre più orientate alla sostenibilità e al biologico. Emblematica è la crisi del comparto cerealicolo. Il grano, che ha reso la Sicilia il “Granaio d’Italia”, oggi non garantisce più un reddito dignitoso. Il produttore vende il grano a circa 20 centesimi al chilo, mentre il pane arriva sugli scaffali a prezzi che vanno dai 2 ai 5 euro. È evidente che qualcosa non funziona nella distribuzione del valore lungo la filiera: chi produce lavora in perdita, altri soggetti realizzano i maggiori margini e il consumatore continua a pagare prezzi elevati. È un paradosso che si ripete troppo spesso - sostiene concetta Raia - e che dimostra quanto sia necessario riequilibrare i rapporti tra produzione, trasformazione, distribuzione e consumo. Non si tratta soltanto di una questione di mercato, ma di una responsabilità politica. Se un comparto strategico produce soltanto debiti, significa che le politiche agricole regionali, nazionali ed europee non stanno raggiungendo i loro obiettivi. Non può esistere una vera sostenibilità ambientale senza una reale sostenibilità economica per le imprese agricole e più in generale per le piccole e medie imprese che oggi soffrono per gli aumenti di energia e di tutti i materiali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aziende che chiudono, campagne che si spopolano e terreni agricoli che vengono destinati ad altri utilizzi, compresi i grandi impianti energetici. Prima di criticare gli agricoltori che fanno questa scelta, dobbiamo chiederci perché siano costretti ad abbandonare il proprio lavoro e le proprie terre. A tutto questo si aggiunge un’altra emergenza sempre più grave: i danni provocati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, che distruggono raccolti e aggravano ulteriormente le difficoltà delle aziende agricole. Per questo - aggiunge il dirigente regionale del Partito Democratico siciliano - il grido d’allarme lanciato dalla CIA deve essere raccolto dalla politica regionale, nazionale ed europea. Servono interventi concreti per riequilibrare la filiera, garantire prezzi equi ai produttori, sostenere il reddito agricolo e difendere chi continua ogni giorno a custodire il territorio. Senza agricoltori non c’è futuro. Difendere l’agricoltura - conclude Concetta Raia - significa difendere l’economia, il paesaggio, l’identità della Sicilia e il futuro delle nostre comunità. Non servono più analisi. Servono decisioni, coraggio politico e azioni concrete, da parte del parlamento regionale, nazionale ed europeo .
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