Sicurezza sul lavoro, Politino: "Basta vite spezzate"
In Sicilia l'indice di mortalità è al 9,4 contro il 5,7 nazionale. Assoesercenti chiede un piano regionale per fermare le morti bianche
“Dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta e un’intera comunità che perde un lavoratore. La Sicilia non può continuare a occupare le prime posizioni di questa drammatica classifica”. Con queste parole Salvo Politino (nella foto), presidente di Assoesercenti Sicilia, commenta i dati allarmanti sugli infortuni mortali nell’Isola relativi al primo trimestre 2026. Secondo l’elaborazione del Centro studi Assoesercenti su dati INAIL, nel periodo gennaio-marzo la Sicilia registra un’incidenza di 9,4 vittime per milione di occupati, dato che supera di gran lunga la media nazionale (5,7) e colloca la regione in “zona rossa”. A livello nazionale si osserva invece un calo: le 137 vittime registrate segnano un -8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare maggiormente in Sicilia sono i settori delle costruzioni, dei trasporti e delle attività manifatturiere. Per Politino, è urgente un cambio di passo: “La sicurezza non deve essere un costo burocratico, ma un investimento. Serve un confronto stabile tra istituzioni e sindacati per un piano straordinario regionale che punti su formazione, controlli e incentivi alle imprese che investono in prevenzione”.
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