On. Concetta Raia (Dirigente PD Sicilia): “Oltre 100 posti di lavoro a rischio. Basta silenzi e orecchie da mercante”. Ancora irrisolta la problematica delle aziende artigiane ASI Caltagirone.
Ancora irrisolta la problematica delle aziende artigiane ASI Caltagirone. On. Concetta Raia (Dirigente PD Sicilia): “Oltre 100 posti di lavoro a rischio. Basta silenzi e orecchie da mercante”
(Riceviamo e Pubblichiamo) CALTAGIRONE. A distanza dell’ultimo incontro avvenuto nel settembre 2025 presso l’Assessorato Regionale alle Attività Produttive, sono trascorsi quasi dieci mesi senza alcuna soluzione concreta per le 14 aziende artigiane della Zona Industriale di Caltagirone, molte delle quali rappresentano storiche eccellenze del comparto ceramico e produttivo del Calatino.
In quell’incontro erano stati assunti impegni precisi da parte dell’Assessorato, compresa la possibilità di inserire un apposito emendamento nella finanziaria regionale di dicembre per affrontare definitivamente la vicenda. Ad oggi, però, quegli impegni risultano totalmente disattesi.
Nel frattempo, l’unica risposta concreta che continua ad arrivare alle imprese da parte della gestione commissariale è rappresentata da intimazioni di sfratto, azioni giudiziarie e minacce di liquidazione giudiziale.
Una situazione gravissima che rischia di provocare la chiusura definitiva di 14 aziende e la perdita di oltre 100 posti di lavoro, con conseguenze devastanti per l’economia del territorio e per l’intero comprensorio del Calatino.
Con quale coraggio, poi, si chiede alle imprese di essere resilienti e ai giovani di non abbandonare la Sicilia, se il Governo regionale e la politica non riescono a trovare una soluzione persino davanti al rischio concreto di far morire aziende artigiane che producono lavoro, economia e identità territoriale?
È una contraddizione evidente continuare a parlare di tutela delle aree interne, di rilancio produttivo e di contrasto allo spopolamento quando, nei fatti, non si riesce a garantire la sopravvivenza di imprese che da anni tengono vivo il tessuto economico del Calatino.
Le imprese interessate richiamano l’applicazione dell’art. 79 della Legge Regionale 7 maggio 2015 n. 9 e del Decreto Assessoriale n. 3709 del 20 dicembre 2016, norme che prevederebbero specifiche forme di tutela e regolarizzazione per gli immobili ex ASI realizzati con contributi pubblici.
Nonostante ciò, le aziende denunciano il permanere di richieste economiche ritenute insostenibili e l’assenza totale di un reale percorso di conciliazione, nonostante gli imprenditori abbiano più volte manifestato disponibilità al rientro dal debito e persino all’acquisto dei capannoni industriali.
Il silenzio delle istituzioni regionali e della gestione commissariale rischia ormai di apparire come un continuo fare “orecchie da mercante” davanti al dramma di famiglie, lavoratori e imprenditori che chiedono soltanto il diritto di continuare a lavorare e produrre.
Appare inoltre incomprensibile come strutture e capannoni pubblici possano essere lasciati nel degrado e nell’abbandono mentre aziende operative, produttive e radicate nel territorio vengano spinte verso la chiusura.
A questo punto sorgono interrogativi che non possono più restare senza risposta: perché non si vuole trovare una soluzione? Quali interessi nascosti impediscono la regolarizzazione di aziende attive che garantiscono occupazione e sviluppo? Perché si preferisce accompagnare queste imprese verso la chiusura invece di salvaguardare il tessuto produttivo del territorio?
Le imprese chiedono un intervento immediato del Presidente della Regione Siciliana e del Governo regionale affinché: venga aperto con urgenza un tavolo istituzionale definitivo; vengano sospese le procedure di sfratto e le azioni che rischiano di portare alla chiusura delle aziende; vengano applicate le norme regionali richiamate dalle imprese; venga individuata una soluzione concreta e sostenibile per il rientro dal debito e l’acquisto dei capannoni.
Difendere queste aziende significa difendere il lavoro, la produzione, la dignità di oltre 100 famiglie e il futuro delle aree interne della Sicilia.
La politica oggi ha il dovere di scegliere da che parte stare: dalla parte della rinascita produttiva del territorio oppure dalla parte della desertificazione industriale del Calatino.
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