Vizzini: al circolo Verga un confronto sul referendum

Organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale “Re-Gen” di Licodia Eubea, a confronto le ragioni del Sì e quelle del No

09 marzo 2026 10:57
Vizzini: al circolo Verga un confronto sul referendum  -
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Sabato 7 marzo, nei locali del Circolo culturale “Giovanni Verga” di Vizzini, si è svolto un incontro (organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale “Re-Gen” di Licodia Eubea), sul tema del referendum giustizia, che ha messo a confronto le ragioni del Sì e quelle del No. Alla presenza di un nutrito pubblico, il moderatore Dott. Pietro Di Grazia, presidente di “Re-Gen”, ha guidato le danze tra i sostenitori del Sì (gli avvocati Ivan Albo e Antonio Villardita) e quelli del No (gli onorevoli Anthony Barbagallo e Nuccio Di Paola). Come ricordato sia dal presidente del Circolo Verga, Andrea Ferma, sia dal vicesindaco Di Benedetto, l'incontro ha avuto lo scopo di chiarire i dubbi della cittadinanza, vista la complessità del quesito referendario che sarà posto ai cittadini il 22 e 23 marzo 2026, affinché si vada al voto informati e consapevoli. I sostenitori del No hanno posto l'accento su quello che, a loro avviso, sarebbe il fine ultimo della riforma, e cioè quello di privare la magistratura della sua indipendenza dal potere esecutivo (come sancito dalla Costituzione), dividendo le carriere dei PM e dei giudici, così da indebolire il sistema giudiziario, frammentandolo, e renderlo più controllabile dal Governo; ricordando, tra l'altro, che la riforma non accorcerà i processi, cosa che la controparte non ha potuto smentire. Dal canto suo, il Sì ha ribattuto che la riforma servirà a eliminare la politicizzazione della magistratura, anche grazie alla creazione di due CSM separati e di un'Alta Corte disciplinare, quale organo super partes chiamato a esprimersi sull'operato dei togati (ruolo che attualmente è svolto dal CSM). Un punto particolarmente caldo del dibattito ha riguardato il sistema del sorteggio dei giudici, che, secondo i sostenitori del No, farebbe sì che i togati verrebbero scelti a prescindere dal merito e dall’esperienza, mentre secondo il Sì, mira a eliminare l'influenza delle correnti ideologiche all'interno dell’Associazione Nazionale Magistrati. L'incontro ha coinvolto attivamente i presenti, che hanno avuto modo di fare degli interventi, a tratti anche molto accalorati, a dimostrazione della partecipazione sentita, evidentemente, al tema trattato, che forse è stato delineato molto più nelle sue connotazioni politiche che in quelle tecnico-esplicative.

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