Primo Maggio a Raddusa: tra precarietà e voglia di futuro

L’analisi della UILA sul lavoro nel Calatino: tra il calo dei forestali e i nuovi sbocchi occupazionali, resta la sfida dell'emigrazione

28 aprile 2026 12:05
Primo Maggio a Raddusa: tra precarietà e voglia di futuro -
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Il Primo Maggio, festa dei lavoratori, arriva anche quest’anno carico di significati, ma nel cuore del Calatino porta con sé soprattutto interrogativi. Perché se da un lato si celebra il lavoro e i diritti conquistati, dall’altro la realtà quotidiana racconta una storia fatta di precarietà, poche opportunità e partenze. A fotografare questa situazione è l’esperienza diretta di chi, ogni giorno, sta a contatto con lavoratori, pensionati e giovani in cerca di un futuro. È il caso del patronato legato alla UILA, punto di riferimento da oltre trent’anni a Raddusa grazie all’impegno di Angelo Oliveri, tesoriere della UIL provinciale e responsabile sindacale della UILA - UIL PENSIONATI, insieme alla moglie Maria Grazia Germanà. «Il nostro è un lavoro che nasce dalla volontà di aiutare le persone a districarsi tra pratiche burocratiche e richieste alle istituzioni», racconta Maria Grazia. «con il tempo è diventato un impegno costante, fatto anche di ascolto e vicinanza ai cittadini». In un piccolo centro come Raddusa, il patronato rappresenta molto più di un ufficio: è un ponte tra cittadini e istituzioni. Un luogo dove si chiede aiuto per una pensione, una disoccupazione, un bonus. Ma anche uno spazio dove emergono storie e problemi che raccontano lo stato di salute del territorio. «Purtroppo il lavoro nella nostra zona è un grosso problema», spiega. «Tolti i cantieri forestali, che ormai da tempo non rinnovano la forza lavoro, i giovani hanno ben poche opportunità. Si sta ripetendo un fenomeno che conosciamo bene: quello dell’emigrazione verso altre città o regioni». Una dinamica che sembra non essersi mai fermata. Cambiano i tempi, ma non il destino di molti ragazzi, costretti a cercare altrove ciò che il territorio non riesce a offrire. «I giovani vengono spesso da noi – continua –. Vogliono capire come funzionano i contratti, quali sono i loro diritti. C’è tanta voglia di informarsi, ma anche tanta incertezza». Non mancano, tuttavia, segnali positivi. Negli ultimi anni diversi giovani raddusani hanno trovato occupazione presso il Sicilia Outlet Village, lavorando come commessi nei numerosi punti vendita della struttura. Accanto a questo, iniziano a farsi spazio anche alcune realtà imprenditoriali legate alla meccanica di precisione, all’informatica e al settore della logistica, che offrono opportunità di lavoro altamente qualificato. Resta significativa anche la presenza di insegnanti, mentre si registra un progressivo calo della figura dell’agente di commercio, un tempo più diffusa. Accanto a loro, ci sono lavoratori che fanno i conti con salari bassi e poca stabilità. E poi c’è il mondo agricolo, ancora oggi pilastro dell’economia locale. «Il lavoro agricolo stagionale, così come quello forestale, è importantissimo per l’economia raddusana. Non solo dal punto di vista occupazionale, ma anche per la produzione agricola, che rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra comunità». Nel frattempo, tra bonus, agevolazioni e pratiche sempre più complesse, il patronato continua a svolgere un ruolo silenzioso ma essenziale. «Attraverso continui aggiornamenti, e tanta empatia, cerchiamo di accompagnare le persone passo dopo passo. Spieghiamo le procedure in modo semplice e le aiutiamo a orientarsi nella burocrazia spesso complicata». E proprio nel giorno in cui si celebra il lavoro, lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro. «Le potenzialità ci sono – osserva Maria Grazia – ma servono investimenti, sostegno alle attività locali e politiche che aiutino davvero a creare opportunità». Il Primo Maggio, allora, non è solo una ricorrenza. È anche un momento per fermarsi e riflettere su ciò che manca e su ciò che si potrebbe costruire. Ai giovani, un messaggio semplice ma carico di significato: «Non scoraggiarsi. Continuare a informarsi, studiare e credere nelle proprie capacità. Anche quando sembra difficile».

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