Orbital Kaos e il grido metal nella Sicilia profonda

Frostmorner, un artista che prova a fare musica metal in un contesto geografico e culturale che sembra appartenergli poco o nulla

A cura di Redazione
04 marzo 2026 16:43
Orbital Kaos e il grido metal nella Sicilia profonda -
Condividi

Mario Ferace, in arte Frostmorner, è un artista che prova a fare musica metal in un contesto geografico e culturale che sembra appartenergli poco o nulla. Il suo grido metal parte da Mineo, dove le tradizioni secolari non collimano con il personaggio Frostmorner. Da anni porta avanti un atto di ribellione creativa: vivere grazie alla musica di nicchia portando avanti un’identità unica nel suo genere, che poco ha a che vedere con le tarantelle e il folklore tipico della Sicilia. Il progetto è nato nel 2019 in collaborazione con altri musicisti per poi diventare un progetto totalmente solista. “Sono diventato un solista perché volevo esprimere appieno tutto quello che io riesco a fare” spiega Frostmorner. Oggi, la sua musica è un viaggio solitario e senza compromessi, dove Mario è artefice del proprio caos.

WormHoleDeathè un’etichetta con un roster molto vasto. Come sei arrivato a loro e quanto è importante per un progetto solista avere il supporto di una label internazionale oggi?

L’aggancio con la WormHoleDeath l’ho avuto grazie a un produttore che mi ha contattato e con cui ho iniziato a collaborare per l'etichetta discografica, anche perché già la label aveva ascoltato le canzoni precedenti che erano uscite e voleva iniziare questo progetto insieme. Avere il supporto della casa discografica è importante perché, soprattutto in Italia, il metal non è tanto conosciuto... o meglio, è conosciuto però non va tanto forte. Quindi avere il supporto di una casa discografica che per di più è internazionale è molto meglio, ti porta ad arrivare dove non puoi arrivare da solo: ad esempio, in America ci arrivi, però in altri posti tipo Sud America, Russia, Paesi Nordici, lì è molto più difficile

Il tuo disco si chiama Orbital Kaos. Quindi la domanda che ti faccio è: che cos'è per te il caos?

Per me il caos ha tante visioni. Una tra queste può essere lo spazio, tutto ciò che è ignoto, oppure anche la paura stessa può essere il caos.

Quanto c'è di Mario e quanto di Frostmorner in questo album?

C'è più di Mario che di Frostmorner in questo album perché il nome Frostmorner è stato voluto, però tutto quello che io porto all'esterno proviene proprio da me. Non c'è proprio un personaggio.

Un po' mi hai già risposto in parte ma quello che ti volevo chiedere è: come mai non ci sono testi?Non pensi che questa scelta lo renda un album veramente troppo di nicchia per gli addetti ai lavori?

L’assenza di testi è in parte voluta perché, come ti ho detto, voglio che l'ascoltatore immagini quello che vuole. In alcune canzoni ci sono delle parti di testo oppure delle citazioni, però sì, diciamo che è molto più di nicchia delle solite canzoni. Ma trattandosi di un progetto ambient, l'ambient è caratterizzato soprattutto su questa cosa: che tu sei soprattutto musica.

Ad un mese dall'uscita del disco ti chiedo: come sta andando?

Sta andando bene. Tante cose non me le aspettavo. Ma personalmente cerco di volere sempre di più perché sono convinto, anche da tutti i riscontri che sto ricevendo, che il progetto piace, quindi potrebbe andare anche molto meglio.

Parli di esibizioni dal vivo per il futuro. Ma come immagini di portare Orbital Kaossul palco? Ti avvarrai di turnisti, punti su un set più elettronico, sperimentale, con l'aiuto di visual e soprattutto dove hai intenzione di farlo?

Sicuramente si può fare un ibrido tra turnisti e anche situazioni digitali, perché tipo tante cose, come ad esempio i sintetizzatori oppure effetti sonori, non li puoi riprodurre facilmente con strumenti. Quindi sì, i turnisti ci vogliono, però ci vuole anche il reparto elettronico.

Comporre tutto da soli ti permette di avere libertà totale ma è anche vero che toglie il confronto. C’è stato un momento durante la creazione di Orbital Kaos in cui avresti voluto il parere di un altro musicista o sei un “dittatore artistico convinto”?

Bella questa! Sì, mi definisco tale perché, essendo il progetto totalmente mio, voglio esportare esattamente ciò che sento. Però se un domani trovo membri che ritengo validi alla mia portata il parere artistico con altri membri ci sta perché ti porta anche a migliorarti.

Il metal estremo, soprattutto strumentale, è una sfida coraggiosa. Chi è l’ascoltatore ideale di Frostmorner? Qualcuno che ama il caos o qualcuno che cerca una scarica di adrenalina?

Entrambi. Perché, diciamo che l’album è concentrato su alcune canzoni... su alcuni culti che, vabbè, sono di fantasia, però diciamo c’è gente che ci naviga su queste cose. Come c’è gente che tipo ascolta metal anche solo per adrenalina o per andare in palestra, mentre fa qualsiasi cosa.

Hai citato pilastri come Death, Morbid Angel, Nile, ma in un mercato saturo di one-man band che omaggiano i classici, cosa pensi che offra Frostmorner che non sia già stato detto meglio dai tuoi predecessori trent'anni fa?

Non so cosa posso offrire meglio di loro anche perché non devo essere io a dire cos’è che spicca di me. Però il fatto stesso di avere una visione diversa di fare musica da tutto il resto mi piace e mi fa pensare che anche a loro potrebbe piacere come cosa. Ovviamente non so se l’hanno ascoltato o se l’ascolteranno, però secondo me qualcosa di positivo spunta.

L'horror cosmico e Lovecraft sono temi abusati nel metal estremo da decenni. Non credi di aver scelto la strada più facile e scontata per dare un tono quasi “intellettuale” al disco?

Sì, è vero: il tema è molto facile sul metal. Però bisogna vedere come lo esponi, come lo mostri alle persone. Perché tipo ci sono quelli che lo cantano e ti fanno tipo il testo di tutto il racconto, oppure ci sono quelli che te lo fanno capire tramite altri punti di vista.

Magari tramite gli strumenti, i riff...

Esatto, tramite strumenti, effetti sonori soprattutto. Perché ormai anche con la tecnologia che c’è,alcuni suoni che tipo tu leggi nei miti di Lovecraft ora li riesci a riprodurre. Prima era molto più difficile.

Se dovessi isolare un solo minuto di Orbital Kaos e dirmi: "Ecco, questo non l’ha mai fatto nessuno prima", quale parte sceglieresti e perché?

La parte finale di Gorgone ed Eclipse, che è la canzone meno ascoltata al momento di tutto l’album. Perché sono parti dove senti delle voci ma in realtà non sono delle voci: sono effetti sonori che ho trasformato in voce, ma ti portano a pensare che c’è un qualcosa che sta parlando, ma devi essere tu sempre a capire quello che vogliono dire.

Oggi escono migliaia di album ogni settimana. Se è vero che per te la musica parla da sé ma non ha un messaggio o un’identità visiva forte che la supporti, come pensi di evitare che Orbital Kaos finisca nel dimenticatoio dopo il primo ascolto?

Finire nel dimenticatoio ormai è facilissimo. Ci sono troppe canzoni, troppi album e troppi artisti. L’obiettivo mio è essere costante e cercare di fare capire che tutto quello che uno fa o che produce può essere sempre un prodotto valido come hanno fatto gli altri artisti finora. Però sono consapevole che ormai è difficile... Non ci si può fare niente. Se uno però è costante e la gente vede che tu continui a produrre sempre materiale nuovo, può essere che questo diventi un motivo valido per essere sempre ascoltato invece di quelli che fanno un album e poi ne sfornano un altro dopo due anni e cose così. Salvo Stuto

Segui La Gazzetta del Calatino