Confronto pubblico sulla riforma della giustizia e sul referendum

Riforma giustizia: a Caltagirone scontro tra magistratura e riformisti sul referendum. Visioni opposte tra i promotori del SI e del NO

A cura di Redazione
13 marzo 2026 10:13
Confronto pubblico sulla riforma della giustizia e sul referendum -
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La storica cornice della Vecchia Pescheria in Discesa Verdumai si è trasformata in un’arena di alto profilo giuridico e politico. Il confronto pubblico sulla riforma della giustizia e sul prossimo referendum ha messo a nudo due visioni diametralmente opposte, attraverso un dibattito serrato che ha visto protagonisti i vertici della magistratura locale e i sostenitori del fronte riformista. L'evento, introdotto dal sindaco Fabio Roccuzzo e moderato da Dario Neglia, è entrato nel vivo con le posizioni nette di Stefano Giordano e della Procuratrice Rosanna Casabona.

L’Avv. Stefano Giordano (Segreteria regionale PLD e responsabile del Comitato "Giustizia Sì") ha difeso con forza la necessità di un cambiamento strutturale, presentando anche il suo volume "Il giudice giusto. 50 ragioni per votare Sì". Per Giordano, il voto è un bivio senza ritorno: "Le ragioni del sì sono molteplici, perché si tratta di un quesito molto complesso da un punto di vista tecnico, ma semplice da un punto di vista del linguaggio politico. Se votiamo no, la giustizia sarà nello stato in cui è attualmente, senza più possibilità di riforma, è un'occasione che sarà persa. Se si vota sì, si avvicinerà sempre più il nostro ordinamento giudiziario, ma soprattutto i diritti dei singoli cittadini a essere giudicati da un giudice sostanzialmente terzo, come già è scritto nella Costituzione, strutturalmente terzo." Giordano ha poi puntato il dito contro l'attuale organizzazione del sistema: "La giustizia non funziona per tanti motivi. Uno di questi è l'apparentamento che esiste tra gli uffici del pubblico ministero e gli uffici del tribunale, che sono strutturalmente nello stesso posto, un unico concorso, un'unica carriera e quant'altro. E queste porte girano, i voli che continuano ad esserci, nonostante dicano che non ci siano. Cerchiamo di smontare con questo libro le fake news messe in giro dall'Associazione Nazionale Magistrati."

Di segno diametralmente opposto l'intervento della Dott.ssa Rosanna Casabona, Procuratore della Repubblica di Caltagirone, che ha bocciato l'intera impostazione referendaria definendola priva di pragmatismo: "Questa riforma non serve a nulla, è una riforma assolutamente inutile per quanto venga sbandierata come una riforma che renderà più efficiente e migliore la giustizia. Non è vero, è una falsità, bisogna dirlo. La giustizia ha bisogno di ben altro per rimettersi in moto, per riuscire a risolvere i suoi problemi che sono quelli della lentezza, dell'efficacia limitata a causa dell'eccessivo carico di lavoro e del personale inesistente. Ci vogliono soldi, ci vogliono risorse e non una riforma come questa che a nostro avviso è totalmente inutile." La Procuratrice ha espresso forti timori sulla creazione di nuovi organi di controllo: "L'istituzione giustizia è fatta di uomini, e gli uomini sbagliano. Ma la creazione di un'Alta Corte è solo una modalità che consentirà un maggiore controllo della politica sulla magistratura, perché attraverso la spada di Damocle del procedimento disciplinare ovviamente si tenderà ad intimorire i magistrati."

Il dibattito, arricchito anche dagli interventi tecnici dell'Avv. Luca Fosco e della Dott.ssa Desirèe Augusto, ha confermato la complessità della sfida referendaria, lasciando alla cittadinanza calatina gli strumenti per un voto consapevole su un tema che tocca i pilastri dello Stato di diritto

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