“Da soli non si va da nessuna parte. Io non andrò più da solo. Non ho bisogno di candidarmi alla presidenza per diventare parlamentare.” Con queste parole, Cateno De Luca ha chiarito la sua posizione politica in vista delle elezioni regionali del 2027, durante la chiusura della tre giorni organizzata dal centro studi “Ti Amo Sicilia” (Presidente, John Federick Bungay e’ uno studente della facoltà di Giurisprudenza dell’Universita’ di Messina nato in Italia di origini filippine e presidente onorario del Centro Studi Ti Amo Sicilia e Anna Maria Giunta) al cine-teatro Politeama di Caltagirone. Il leader di “Sud chiama Nord” ha ribadito la sua intenzione di non candidarsi da solo, ma di lavorare con altri per costruire un progetto condiviso per la Sicilia, senza seguire la logica del “solista”. “Nessuno pensi di diventare il presidente della Regione Siciliana facendo il solista e senza condividere con gli altri le idee”, ha aggiunto, lanciando un messaggio di collaborazione e unità. De Luca ha precisato che il suo obiettivo non è supportare un secondo mandato per Renato Schifani, ma lanciare un intergruppo parlamentare che, nei prossimi mesi, riunirà deputati disposti a impegnarsi per un programma di riforme, con un focus particolare sulla sanità, ma anche su altre politiche per il cambiamento della regione. Un progetto che, ha sottolineato, non ha una preferenza politica tra centrodestra e centrosinistra, ma è aperto a chiunque voglia aderire alla “scelta di metodo”: studiare per proporre riforme concrete. Il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, ha commentato le parole di De Luca, spiegando che il politico messinese vuole “tenersi le mani libere”, ovvero la possibilità di scegliere chi sposare il suo programma elettorale. “De Luca in questo modo ha la libertà di decidere con chi collaborare, senza vincoli preesistenti”, ha dichiarato Galvagno, sottolineando come l’iniziativa di De Luca si stia configurando come una sfida all’attuale panorama politico siciliano, che non esclude nessuna forza, ma cerca di costruire un nuovo percorso comune. Durante l’incontro, sono intervenuti anche esponenti di vari partiti, tra cui il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Italia Viva Casa Riformista, il Movimento per l’Autonomia Grande Sicilia, l’UDC, Noi Moderati e il Partito Socialista Italiano, ognuno portando il proprio punto di vista sul futuro politico dell’isola. Sebbene appartenenti a schieramenti diversi, tutti hanno espresso la volontà di rinnovare la politica siciliana, mettendo al centro del dibattito il cambiamento necessario per affrontare le sfide future, in particolare in ambito sanitario e sociale.






