Pfizer Catania, Fialc-Cisal: "Un accordo da non firmare"
Il sindacato boccia l'intesa, denuncia l'assenza del voto dei lavoratori e chiede al Governo l'attivazione del Golden Power
Netta e intransigente la presa di posizione della Fialc-Cisal di Catania contro l'ipotesi negoziale sullo stabilimento Pfizer, sottoscritta il 15 ottobre dalle altre sigle sindacali. Il segretario provinciale Giuseppe La Mendola bolla l'intesa come un "aborto giuridico", denunciando gravi errori normativi, criticità sulla privacy e l'assenza di reali punti d'intesa tra le parti. Il sindacato contesta con forza soprattutto il metodo: l'accordo è stato presentato in sede istituzionale senza passare dal voto preventivo delle assemblee dei lavoratori. Al centro dell'allarme c'è il pericolo di una cessione del sito a fondi o soggetti estranei al comparto farmaceutico. Per scongiurare derive speculative, la Fialc-Cisal ha formalmente chiesto alla Presidenza del Consiglio l'attivazione del Golden Power, annunciando mobilitazioni sul territorio e iniziative in Parlamento. Pur confermando la disponibilità al dialogo in vista della scadenza fissata al 9 dicembre, il sindacato pone condizioni tassative: prima di qualsiasi firma servono garanzie ferree su acquirente, piano industriale e salvaguardia totale dell'occupazione.