CALTAGIRONE. Oggi e domani, presidio per agricoltura in crisi
Giuliano, Miseremini e Bizzini spiegano le ragioni: "Agricoltori e imprese chiedono interventi ai Governi regionale, nazionale ed europeo"
CALTAGIRONE. Agricoltori e imprese dell’indotto chiedono interventi concreti ai Governi regionale, nazionale ed europeo, così domani - martedì 6 ottobre 2026 - in piazza Falcone e Borsellino, agricoltori, lavoratori e imprese dell’indotto daranno vita a un presidio per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla gravissima crisi che sta attraversando il settore agricolo. La manifestazione di presidio ha avuto inizio già oggi, con la presenza di agricoltori, lavoratori e cittadini, diversi dei quali hanno portato con se anche i loro trattori. Nel pomeriggio, fra gli altri, anche il sindaco di Caltagirone si è recato in piazza Falcone e Borsellino. A spiegare le motivazioni di questa iniziativa caltagironese sono Aldo Giuliano, in qualità di "portavoce del presidio" che si occupa del settore edile, insieme Carlo Miseremini e Gaetano Bizzini in qualità di "portavoce" dei settori agricolo e agrimeccanico i quali fanno sapere che questa <<crisi che non riguarda più soltanto le singole aziende, ma rischia di compromettere l’intera economia dei territori a forte vocazione agricola, con conseguenze sull’occupazione, sulle attività dell’indotto e sulla tenuta economica e sociale delle comunità locali. Negli ultimi anni gli agricoltori hanno dovuto sostenere incrementi sempre più pesanti dei costi del carburante, dell’energia, dei fertilizzanti, dei fitofarmaci e, più in generale, di tutti i mezzi tecnici necessari alla produzione. A questo si aggiungono gli effetti delle calamità naturali e della prolungata siccità, che hanno ridotto le produzioni e aumentato ulteriormente i costi a carico delle aziende. Ma uno dei problemi più gravi rimane il prezzo riconosciuto agli agricoltori per i loro prodotti. Il caso del grano duro, pagato all’origine circa 0,21 euro al chilogrammo, rappresenta in maniera evidente le difficoltà del settore: mentre all’agricoltore vengono riconosciuti prezzi che spesso non consentono di coprire i costi di produzione, i consumatori continuano a sostenere prezzi elevati per prodotti fondamentali come pane e pasta. Contemporaneamente assistiamo a una crescente presenza sui mercati di prodotti agricoli provenienti dall’estero, in particolare da Paesi extra UE, con condizioni produttive, costi e standard che possono essere differenti da quelli ai quali sono sottoposte le aziende agricole italiane ed europee. Non chiediamo privilegi. Chiediamo che produrre cibo e continuare a lavorare la terra possa tornare ad essere economicamente sostenibile. Il presidio di Caltagirone - spiegano Giuliano, Miseremini e Bizzini - vuole pertanto sollecitare il Governo regionale, il Governo nazionale e le Istituzioni europee ad adottare interventi concreti: misure per ridurre l’incidenza dei costi di produzione, sostegni adeguati alle aziende colpite da siccità e calamità naturali, strumenti finanziari e creditizi capaci di garantire liquidità alle imprese e iniziative volte a rafforzare la posizione degli agricoltori nella formazione dei prezzi lungo la filiera. A livello europeo è necessario affrontare anche il tema della concorrenza dei prodotti provenienti dai Paesi extra UE, garantendo controlli rigorosi, trasparenza sull’origine e soprattutto il principio di reciprocità: le produzioni importate devono rispettare standard sanitari, ambientali e produttivi equivalenti a quelli imposti agli agricoltori europei. Al presidio sono chiamati a partecipare agricoltori, allevatori, lavoratori, imprese dell’indotto, autotrasportatori, commercianti, associazioni e cittadini, perché la difesa dell’agricoltura riguarda l’intera comunità. Quando chiude un’azienda agricola non perde soltanto l’agricoltore: perde il territorio, perde l’indotto, diminuisce l’occupazione e si indebolisce l’economia delle nostre città. Difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, il territorio e la nostra capacità di produrre cibo. Ecco che - concludono all'unisono Aldo Giuliano, Carlo Miseremini e Gaetano Bizzini - abbiamo deciso che da Caltagirone vogliamo lanciare un messaggio chiaro alla Regione Siciliana, al Governo nazionale e all’Europa: il mondo agricolo non può più aspettare! Servono risposte concrete e servono adesso>>.