Blocco dei tir: per Confcommercio Sicilia danni da 50 milioni
L'allarme del presidente Manenti: "L'Isola è fragile, cibo fresco a rischio macero e fatturati in calo del 40%. Servono risposte subito".
"La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico". A lanciarlo è Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia, di fronte al blocco dell’autotrasporto che sta paralizzando la rete di distribuzione dell'Isola. Per l'associazione di categoria, i cinque giorni di fermo rischiano di tradursi in una stangata compresa tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione e la filiera del fresco. A pagare il prezzo più alto è proprio il comparto dei prodotti deperibili: tra ortofrutta, macelleria e latticini si stimano mancate vendite per 20-25 milioni di euro, a cui si aggiungono 8-10 milioni di cibo che rischia di andare al macero prima di arrivare sugli scaffali. Bloccate anche le piattaforme logistiche e i porti, con costi operativi e ritardi stimati tra 12 e 15 milioni. L'insularità accentua l'emergenza, riducendo le scorte a sole 24-48 ore. Con l'ombra di un crollo dei fatturati fino al 40%, Manenti lancia un appello urgente: "Chiediamo alle istituzioni risposte immediate dal tavolo di confronto. Ogni giorno in più di blocco aumenta il conto economico per le aziende e rischia di compromettere la tenuta dell'intero sistema regionale".