ANTIMAFIA, oggi accordo fra Regione, Irfis Fin Sicilia, Prefetture

Il governo regionale alza l'asticella dei presidi e controlli relativi alla prevenzione amministrativa antimafia. Oggi firmato Protocollo d'intesa

A cura di Salvo Cona Salvo Cona
09 ottobre 2026 18:24
ANTIMAFIA, oggi accordo fra Regione, Irfis Fin Sicilia, Prefetture -
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PALERMO. Il governo regionale alza l'asticella dei presidi e controlli relativi alla prevenzione amministrativa antimafia. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato oggi a Palazzo d'Orléans fra Regione Siciliana, Irfis Fin Sicilia e Prefetture di Palermo, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. Il documento estende le ipotesi di ricorso alla documentazione antimafia nell’ambito dei processi di concessione del credito ordinario e agevolato, con particolare attenzione alla misura Fsc dedicata al turismo e gestita da Irfis, che finanzia l'ammodernamento del patrimonio alberghiero. La novità sostanziale è che adesso i controlli si applicheranno tanto ai beneficiari del contributo finanziario concesso quanto ai fornitori di beni e servizi che eseguono i lavori.
Al tavolo della firma erano presenti il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il presidente del CdA Irfis Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia spa, Ignazio Tozzo, e i prefetti di Palermo Massimo Mariani, di Agrigento Salvatore Caccamo, di Trapani Daniela Lupo e il vice prefetto di Caltanissetta Ferdinando Trombadore.  Secondo il protocollo, nell’ambito della misura Turismo viene abbassata da 150 a 100 mila euro la soglia di obbligo di informativa antimafia per le imprese beneficiarie e ridotta da 150 a 50 mila euro quella per i fornitori dei destinatari del contributo che operano nel settore edile (esclusi i soggetti inseriti nella White List). La misura "Agevolazioni per le imprese del settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero", gestita da Irfis con le risorse Fsc 2021-27, ha visto, fra l'altro, una massiccia partecipazione: 2.713 richieste di agevolazioni per un valore di circa 1,1 miliardi di euro a fronte di una dotazione finanziaria di 155 milioni di euro. L'obbligo di informativa antimafia viene inoltre esteso abbassando la soglia da 150 a 100 mila euro per i finanziamenti e contributi a fondo perduto, a valere su fondi pubblici gestiti da Irfis, riguardanti agevolazioni nei settori considerati "critici" perché più esposti al rischio di infiltrazione mafiosa quali: edilizia; guardiania e vigilanza dei cantieri; servizi funerari e cimiteriali; ristorazione; gestione mense e catering; servizi ambientali, gestione rifiuti e bonifiche; commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria. E ancora,l’obbligo di informativa antimafia viene esteso, abbassando la soglia da 150 a 100 mila euro, per i finanziamenti di qualsiasi forma, a valere su fondi propri Irfis, o istruttorie in cui si evidenzi un elevato rischio in materia di antiriciclaggio. Secondo il protocollo, in tutti i contratti di concessione dei finanziamenti e contributi dovranno essere inserite apposite clausole di rispetto e controllo della normativa. Il protocollo ha durata di cinque anni a partire da oggi, al termine dei quali, in base ai risultati ottenuti, sarà rinnovato per un ulteriore quinquennio. «Sono estremamente soddisfatto di questa misura - commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - promossa e raggiunta da Irfis e dai prefetti per velocizzare e migliorare le procedure di verifica e contrasto delle infiltrazioni criminali. Come governo regionale ci siamo dati delle regole comportamentali: tutti i grossi appalti sono gestiti da Invitalia e, in più, abbiamo sottoscritto un protocollo con l'Anac in base al quale tutte le nomine dirette o indirette sulla gestione di questi appalti, a cominciare dalla commissione, devono avere prima il visto dell'Anticorruzione. In questi anni abbiamo accelerato e aumentato il volume della spesa per bandi e avvisi rivolti alle imprese, uno fra tutti quello per le aziende turistico-ricettive su cui abbiamo investito molto. Questo incremento ha fatto aumentare parallelamente il rischio di infiltrazioni. Da qui l'esigenza di migliorare i controlli sui requisiti antimafia. Ringrazio le Prefetture per la collaborazione interistituzionale che ci consente di accelerare le procedure di verifica». (fonte foto: Regione Siciliana).

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