Comunioni a Palermo, Confimprese: "Serve dialogo con la Curia"
Caso catechesi: proposta una fase transitoria per i bambini esclusi. Riprogrammato per il 5 ottobre il sit-in davanti all'Arcivescovado.
"Non intendiamo interferire nelle scelte pastorali della Chiesa, che appartengono alla sua autonomia, ma quanto sta emergendo dalla comunità rende ancora più utile un momento di ascolto. Il nostro appello è a un incontro senza pregiudiziali". Con queste parole Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo, riapre il caso delle Prime Comunioni con una lettera all'Arcivescovo Lorefice, al Sindaco Lagalla, al Prefetto e al Questore. La vicenda sta facendo parlare tutta la Sicilia e accende un acceso dibattito che va ben oltre gli interessi economici, coinvolgendo famiglie e social. Al centro dello scontro c'è il nuovo percorso di catechesi, che lascia in un limbo i bambini rimasti fuori dai requisiti d'età. Confimprese propone una fase transitoria con un percorso integrativo e intensivo per consentire loro di recuperare, chiedendo l'intervento delle istituzioni civili per riaprire il dialogo con la Curia. L'associazione lamenta l'amarezza per il mancato confronto e annuncia che il sit-in davanti alla Curia, precedentemente sospeso, è stato riprogrammato per lunedì 5 ottobre dalle 9:30 alle 11:00. Felice precisa però che la nuova data non è un ultimatum: l'auspicio resta che il dialogo con l'Arcidiocesi possa ripartire nei prossimi giorni, rendendo la protesta non più necessaria. Nella foto: Un momento di una riunione degli esercenti sul tema comunioni.