ChatGPT e modelli linguistici: dentro il motore dell’AI

Dai token ai Transformer: viaggio nel funzionamento di ChatGPT e dei modelli linguistici che generano testi prevedendo sequenze di parole.

22 settembre 2026 09:53
ChatGPT e modelli linguistici: dentro il motore dell’AI -
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ChatGPT sembra dialogare, spiegare e ragionare attraverso il linguaggio naturale, ma dietro questa apparente semplicità opera una complessa architettura matematica. Alla base ci sono i Large Language Models, grandi modelli linguistici addestrati per riconoscere le relazioni presenti in enormi quantità di informazioni. Il primo passaggio consiste nel trasformare il testo in token: unità che possono corrispondere a parole, parti di parole, caratteri o segni di punteggiatura. Il modello elabora queste sequenze e, attraverso miliardi di parametri numerici, calcola quale token possa proseguire più coerentemente il contesto. La risposta nasce quindi progressivamente, token dopo token. Un elemento fondamentale è l'architettura Transformer, basata su meccanismi che permettono di analizzare le relazioni tra gli elementi di una sequenza. Durante il pre-addestramento il modello apprende regolarità linguistiche e concettuali; il post-addestramento serve invece a orientarne maggiormente il comportamento verso risposte utili e sicure. ChatGPT non deve quindi essere immaginato come un archivio che cerca una frase già pronta. I parametri vengono modificati durante l'addestramento per rappresentare schemi appresi dai dati. Proprio la natura probabilistica della generazione spiega perché una stessa domanda possa produrre formulazioni differenti. Comprendere questo meccanismo permette anche di coglierne i limiti: generare una risposta linguisticamente convincente non garantisce automaticamente che ogni informazione sia corretta. È qui che resta decisiva la verifica umana.

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