Caro energia: stangata da 239 milioni per le PMI siciliane
L'analisi di Confartigianato rivela il peso dei costi elettrici nell'Isola: tasse e cuneo fiscale frenano lo sviluppo delle piccole imprese
Le micro e piccole imprese siciliane continuano a pagare a caro prezzo la fattura energetica. Nel 2025, le aziende dell'Isola hanno sostenuto circa 239 milioni di euro di extracosto per l'energia elettrica rispetto alla media dell'Unione Europea, pari allo 0,22% del Pil regionale. A rivelarlo è l'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato, che colloca la Sicilia all'ottavo posto in Italia per peso dei rincari. A soffocare la stabilità economica del tessuto produttivo è un divario strutturale: in Italia le piccole imprese pagano l'elettricità il 17,9% in più rispetto ai concorrenti europei, con una pressione fiscale e parafiscale in bolletta superiore del 47,4%. L'impatto più pesante si registra nei principali poli produttivi della regione: Catania guida la classifica con 62 milioni di extracosto, seguita da Palermo (40 milioni) e Messina (37 milioni). «Un freno intollerabile alla competitività – denuncia Emanuele Alessandro Virzì, presidente di Confartigianato Sicilia (nella foto) –. Più l'impresa è piccola, maggiore è lo svantaggio. Servono interventi urgenti sul carico fiscale per riequilibrare gli oneri ed evitare che i costi azzerino la capacità di investire, innovare e creare occupazione».