Strade della Ceramica, ora tocca ai ceramisti calatini
Caltagirone apre le adesioni alle Strade della Ceramica Siciliana: coinvolti ceramisti, botteghe, ristoratori e operatori turistici.
Le città siciliane della ceramica siciliana si mettono in rete per costruire un circuito turistico comune. Pubblicata a Caltagirone la manifestazione d’interesse rivolta a botteghe, artigiani, attività commerciali, ristorazione e operatori turistici. Per la città che della ceramica ha fatto uno dei suoi principali elementi identitari, la partecipazione degli artigiani può diventare decisiva.
Non più singole città che promuovono separatamente la propria tradizione, ma un vero circuito siciliano capace di mettere insieme ceramica, territorio, botteghe, esperienze, ristorazione e accoglienza turistica.
È questa la prospettiva delle “Strade della Ceramica Siciliana”, il progetto che riunisce i Comuni siciliani di antica tradizione ceramica aderenti all’Associazione Italiana Città della Ceramica: Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca.
Un progetto che nasce con un’ambizione precisa: mettere a sistema, per la prima volta, un’offerta turistica esperienziale dedicata alle ceramiche artistiche siciliane, creando percorsi capaci di portare i visitatori dentro le botteghe, a contatto con i maestri artigiani e con le identità dei territori.
Il Comune di Caltagirone ha pubblicato dai primi di luglio l’avviso per raccogliere le adesioni degli operatori economici, culturali e turistici interessati a entrare nella rete. La manifestazione d’interesse non riguarda soltanto i ceramisti: possono aderire botteghe artigiane, musei, spazi espositivi, attività enogastronomiche, ristoranti, trattorie, strutture ricettive, esercizi commerciali e operatori del turismo.
Ma è evidente che per Caltagirone la risposta del comparto ceramico assume un significato particolare.
La città dispone infatti di un patrimonio produttivo, artistico e professionale che rappresenta uno dei suoi più importanti elementi di riconoscibilità. Proprio per questo sarebbe difficile immaginare una “Strada della Ceramica Siciliana” nella quale Caltagirone partecipi istituzionalmente ma senza una presenza forte, numerosa e visibile dei propri ceramisti.
L’adesione consente agli operatori di entrare nella rete territoriale e di proporre ai possessori del futuro Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana agevolazioni, promozioni, omaggi ma soprattutto esperienze: laboratori, dimostrazioni, visite guidate, workshop e incontri con i maestri artigiani.
Ed è probabilmente proprio questo il passaggio più interessante.
Il progetto non punta semplicemente a distribuire un dépliant o ad aggiungere un marchio sulle vetrine. L'obiettivo dichiarato è costruire un sistema turistico nel quale il visitatore venga stimolato a muoversi tra le diverse città siciliane della ceramica, raccogliendo timbri e usufruendo delle convenzioni e delle esperienze offerte nei territori. Il Passaporto sarà rilasciato gratuitamente nei Comuni aderenti e, dopo ogni tappa, darà accesso alle promozioni collegate; completando il percorso delle città aderenti, il turista avrà inoltre diritto a un premio finale in ceramica.
È quindi una partita che riguarda direttamente anche la capacità delle singole città di organizzare la propria offerta.
Ed è qui che Caltagirone deve giocare fino in fondo il proprio ruolo.
L’Amministrazione comunale ha predisposto lo strumento, pubblicato l’avviso e aperto formalmente la possibilità di adesione. Adesso, però, serve la risposta degli operatori.
I ceramisti calatini hanno l’opportunità di presentarsi come parte attiva del progetto, esattamente come dovranno fare gli operatori della ristorazione, dell’ospitalità, del commercio e degli altri servizi turistici chiamati a entrare nel circuito.
Non si tratta soltanto di “esserci”.
Si tratta di evitare che territori con una consistenza produttiva e una storia ceramica certamente diversa da quella di Caltagirone riescano, grazie a una maggiore capacità di partecipazione e organizzazione, a cogliere meglio le opportunità offerte dalla nuova rete.
Perché nei circuiti turistici conta naturalmente il prestigio di una destinazione, ma conta altrettanto la capacità di trasformarlo in offerta concreta e fruibile.
Una città può avere decine di botteghe, una tradizione secolare e un nome conosciuto in tutto il mondo; ma agli occhi del visitatore che utilizzerà il Passaporto conteranno anche il numero delle attività aderenti, le esperienze disponibili, le dimostrazioni organizzate, gli atelier visitabili e la capacità complessiva del territorio di accoglierlo.
La sfida, adesso, è passare dalla grande tradizione ceramica di Caltagirone alla capacità di fare rete attorno a quella tradizione.