Parcheggi in Sicilia, Consumerismo: "Comuni non trasparenti"
Le tariffe delle soste a pagamento sono tra le più basse d'Italia, 5 euro/h a Taormina, ma la maggior parte degli Enti non pubblica i dati
L'associazione dei consumatori: dal dicembre 2024 il Codice della Strada obbliga i Comuni a motivare per iscritto quanti stalli gratuiti riservano accanto alle strisce blu. A Taormina due tariffari diversi per i residenti sullo stesso sito
Le tariffe della sosta a pagamento in Sicilia sono tra le più basse d'Italia — cinque euro l'ora a Taormina contro gli otto della prima ora a Paraggi, vicino Portofino — ma la maggior parte dei Comuni siciliani non rende pubblico un dato che la legge impone di motivare per iscritto: quanti stalli gratuiti restano a disposizione accanto a quelli tariffati. È quanto emerge da un'analisi dell'Osservatorio di Consumerismo.
Da dicembre del 2024, la legge 177/2024 ha modificato l'articolo 7 del Codice della Strada imponendo ai Comuni di adottare un atto motivato che indichi la quota di stalli senza pagamento riservata accanto alle strisce blu. Non è previsto un rapporto fisso tra stalli a pagamento e gratuiti — la norma parla di quota "adeguata" — ma l'amministrazione deve documentare per iscritto la propria scelta. La stagione turistica 2026 è la seconda a svolgersi sotto questo obbligo.
Dalla ricognizione di Consumerismo, tra i grandi capoluoghi siciliani solo Palermo ha reso pubblici i numeri: nel nuovo Piano di regolamentazione della sosta, il Comune indica 18.422 stalli complessivi, di cui 11.722 a pagamento e 6.700 non tariffati — poco meno di due terzi contro poco più di un terzo. L'associazione segnala però che la quota "non tariffata" comprende anche le strisce gialle riservate a categorie specifiche, non semplice sosta libera, rendendo la percentuale realmente accessibile a tutti inferiore a quella dichiarata.
A Taormina, invece, l'associazione ha riscontrato una discrepanza tra le fonti ufficiali: il tariffario in Pdf ancora scaricabile dal sito dell'azienda municipalizzata Asm indica per i residenti una riduzione del 50% sulle vecchie tariffe, mentre le cronache della delibera approvata dal Consiglio comunale il 28 luglio descrivono un regime diverso, con prima ora gratuita e tetto di 10 euro per 24 ore. Le due versioni non coincidono e nessuna risulta aggiornata con un tariffario ufficiale pubblicato.
"Un euro l'ora è poco rispetto ad altre tariffe nazionali", dichiara il direttore di Consumerismo Sicilia, Giovanni Riccobono (nella foto allegata). "Ma un euro l'ora su una strada dove non è rimasto un solo stallo gratuito raggiungibile a piedi non è più una tariffa: è un obbligo di pagamento presentato come una scelta. La differenza tra le due cose sta in un numero che, nella gran parte dei Comuni siciliani, oggi non si trova".
Consumerismo chiede ai Comuni siciliani di pubblicare quattro informazioni: la determinazione motivata prevista dalla legge, il numero assoluto di stalli a pagamento e gratuiti con distinzione tra strisce bianche e gialle, la perimetrazione delle aree escluse dall'obbligo (zone pedonali, Ztl, centri storici), e la destinazione dei proventi della sosta, che per legge devono andare a parcheggi, trasporto pubblico locale e mobilità urbana.
L’associazione invita infine cittadini, residenti e turisti a segnalare i casi in cui il costo della sosta non corrisponde al servizio ricevuto: tariffe a fasce svantaggiose, importi minimi sproporzionati, servizi promessi e non erogati, parcometri guasti, stalli tariffati ma inutilizzabili per cantieri o occupazioni.