Mistretta: «Aeroporto e Catania-Gela, il Calatino si presenti unito al 2027»
Dopo la proposta di un nuovo scalo, il sindaco di Mineo rilancia una strategia complessiva sulle infrastrutture: «Serve una posizione comune del territorio».
MINEO – Non una singola opera, ma una visione infrastrutturale per il futuro del Calatino. È questo il terreno sul quale il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, vuole portare il confronto dopo aver lanciato la proposta di verificare la fattibilità di un nuovo aeroporto nella Sicilia orientale.
«La mia non vuole essere una bandierina su Mineo – chiarisce – potrebbe essere realizzato lungo la direttrice sud, Catania-Gela: saranno gli studi tecnici a stabilire se e dove un nuovo aeroporto possa essere sostenibile. Quello che non possiamo fare è rinunciare a priori a discutere delle possibilità di sviluppo del calatino».
Il Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 evidenzia che, anche ottimizzando le capacità attuali, Catania e il contributo di Comiso potrebbero non essere sufficienti a intercettare la domanda futura, indicando la necessità di valutare lo sviluppo di eventuali nuove infrastrutture.
Ma quella dell’aeroporto non è la prima battaglia infrastrutturale portata avanti da Mistretta. Da tempo il sindaco insiste sull’autostrada Catania-Gela, definita già nei mesi scorsi «la partita della vita» per il territorio.
La proposta aeroportuale rende oggi quella battaglia ancora più strategica.
«Se vogliamo parlare seriamente di un nuovo polo aeroportuale, di investimenti e di sviluppo, dobbiamo prima di tutto costruire una rete infrastrutturale adeguata. Aeroporto e viabilità non sono temi separati. È proprio attorno alle infrastrutture che il Calatino deve riuscire finalmente a fare squadra».
La relazione ANAS riconosce alla SS417 un ruolo di collegamento tra Catania e le aree sud-orientali della Sicilia, richiamando espressamente Caltagirone, Gela e Ragusa e mettendo in evidenza anche le criticità dell’attuale tracciato sotto il profilo della sicurezza.
ANAS oggi valuta una nuova infrastruttura di categoria C1, ma progettata in modo da consentirne un futuro adeguamento a strada extraurbana principale di tipo B, coerentemente con possibili prospettive di sviluppo socioeconomico del territorio.
«Per questo continuo a sostenere che il ragionamento non possa fermarsi a Ramacca. La direttrice deve guardare a Caltagirone e arrivare fino a Gela. Se vogliamo combattere isolamento e spopolamento dobbiamo creare le condizioni perché persone e imprese possano raggiungere rapidamente il territorio».
In questo disegno potrebbe entrare anche il futuro del Residence degli Aranci, già ex CARA di Mineo, un grande patrimonio immobiliare ancora in cerca di una nuova funzione. L’ipotesi è che, qualora uno studio dimostrasse la fattibilità di un polo aeroportuale nella piana, quell’area possa essere valutata per servizi, ricettività, formazione o attività collegate.
La suggestione potrebbe inoltre superare ogni campanilismo: non necessariamente un “aeroporto di Mineo”, ma un possibile “Aeroporto del Val di Noto”, al servizio di un territorio più ampio.
Un appello particolare Mistretta lo rivolge alla Città Metropolitana di Catania ed alle Unioni dei Comuni del Calatino:
«Si faccia di questo argomento sempre più il centro della agenda politica del territorio. Alle istituzioni sovracomunali si chiede di agire secondo il principio della sussidiarietà, il Calatino non è una periferia amministrativa di Catania. Se parliamo di aeroporto, SS417, accessibilità e sviluppo, parliamo di questioni strategich, necessarie a garantire equità e opportunità per l’area interna a sud del Simeto» e continua «Oggi, più che mai, è necessario un fronte comune che chieda al governo regionale e nazionale investimenti che recuperino il gap infrastrutturale».
Il sindaco lega il tema anche alle criticità emerse nella gestione del sistema aeroportuale e alla situazione della Camera di Commercio del Sud Est, socio di maggioranza di SAC e da anni in regime commissariale.
«È legittimo chiedersi se un sistema così importante possa continuare a essere governato senza una piena rappresentanza degli organismi economici del territorio. E mentre si decide il futuro della SAC, il Calatino deve pretendere di essere presente nel dibattito».
Lo sguardo è già rivolto al 2027.
«Chi verrà nel Calatino a cercare consenso dovrà confrontarsi con priorità chiare. Basta promesse e passerelle. Dobbiamo presentarci uniti con una piattaforma fatta di strade, collegamenti, infrastrutture e sviluppo».
Per Mistretta, quindi, la proposta aeroportuale non sostituisce la battaglia per la Catania-Gela: semmai la rende ancora più urgente e la inserisce in un disegno più ampio.
«Il punto è decidere quale Calatino vogliamo avere nel 2035. Se facciamo rete adesso possiamo provare a costruire sviluppo. Se continuiamo a dividerci, continueremo soltanto a perdere abitanti e opportunità».