Caltagirone, scuola condannata per condotta antisindacale

Accolto il ricorso al Tribunale dei sindacati Cobas e Snals. La direzione del Comprensivo "Arcoleo - Da Feltre" dovrà pagare anche le spese

28 agosto 2026 10:35
Caltagirone, scuola condannata per condotta antisindacale -
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“La direzione scolastica dell’istituto deve cessare la condotta antisindacale, astenendosi dalla reiterazione della stessa, riaprendo il confronto negoziale e proseguendo le trattative secondo i principi di correttezza e buona fede”.

Lo ha deciso il Giudice del lavoro presso il Tribunale di Caltagirone, pronunciandosi nella causa promossa dai sindacati dI scuola Cobas e Snals contro la dirigente dell’istituto Comprensivo “Arcoleo - Da Feltre” di Caltagirone. L’amministrazione scolastica è stata condannata, peraltro, quale parte resistente, al pagamento delle spese processuali per complessivi 2.610 euro (oltre agli oneri fiscali e alle spese di legge), nonchè alla pubblicazione del provvedimento sulla bacheca sindacale della stessa istituzione scolastica.

La dirigente scolastica avrebbe impedito, in buona sostanza, che le trattative con le rappresentanze Rsu sul contratto d’istituto potessero procedere regolarmente. Secondo l’Autorità giudiziaria, la direzione si sarebbe “rifiutata di presentare, nonostante le continue e reiterate richieste dei sindacati, una proposta che permettesse di individuare correttamente la destinazione delle risorse economiche a disposizione”.
Rispetto a diverse voci economiche di spesa dell'istituto, le parti sindacali hanno contestato, in sede processuale, le facoltà decisionali della direzione scolastica e le misure di assegnazione degli incentivi del fondo d’istituto.
“Quel modo di agire ha di fatto consolidato – osservano Irene Giarrusso e Michele Silleci Angelico, nelle vesti di rappresentanti Rsu del Comprensivo di Caltagirone - l’idea di una scuola monocratica, in cui il dirigente scolastico si erge al ruolo di monarca assoluto dell'istituzione scolastica. All’evidente fastidio verso le regole democratiche si è così aggiunto il mancato rispetto delle competenze degli organi collegiali”.

Solo grazie all’intervento dello “Spresal” (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) sarebbero stato avviati, inoltre, gli interventi di messa in sicurezza della scuola. “Per ben due volte – aggiungono i sindacati - il Tar ha condannato la direzione scolastica con altrettante pronunce, il 19 giugno 2025 e il 29 luglio 2026, sottolineando l’omessa fornitura della documentazione legittimamente richiesta dai docenti e relativa ad alcuni verbali degli organi collegiali dell'istituto”.

L’intervento della magistratura giudicante permetterà adesso di ripristinare la corretta dialettica democratica, restituendo piena dignità a tutti i lavoratori della scuola, determinando un contesto generale più positivo e favorevole al percorso didattico-educativo e alla mission dell'istituto.

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