Caltagirone, la macchina comunale sotto pressione: il nodo resta la carenza di dirigenti
Dai documenti pubblicati dal Comune emerge una macchina amministrativa che negli ultimi mesi sta cercando di recuperare efficienza dopo anni difficili.
Alla fine del 2025 i dipendenti erano 207, ma ben 112 lavoravano part-time. Nel 2026 l’Amministrazione è intervenuta aumentando l’orario di oltre cento ex precari stabilizzati: prima da 24 a 32 ore e, per 107 lavoratori, successivamente fino a 34 ore settimanali sino alla fine dell’anno. A questo si aggiungono stabilizzazioni e nuove assunzioni programmate. Sono interventi importanti, perché aumentare le ore di chi è già negli uffici significa recuperare rapidamente capacità di lavoro. Ma il problema più delicato non sembra essere soltanto quanti dipendenti ci sono: è capire come sono distribuiti, quali uffici sono maggiormente sotto pressione e soprattutto chi deve coordinare una struttura così complessa.
Il vero punto debole resta infatti la dirigenza. Il Comune è articolato in cinque grandi Aree, ma la struttura è arrivata a funzionare con appena due dirigenti, costretti a seguire contemporaneamente più settori, mentre anche il Segretario generale svolge funzioni dirigenziali su servizi strategici. Una delle figure dirigenziali è inoltre destinata al pensionamento. Sono previste nuove assunzioni, ma finché i nuovi dirigenti non saranno realmente in servizio il rischio è quello di una macchina con molti ingranaggi e pochi responsabili chiamati a farli funzionare. Non è necessariamente un problema di scarso impegno del personale: in molti uffici chi è rimasto fa ciò che può, spesso sostenendo carichi elevati. Ma proprio per questo occorrerebbe verificare meglio la distribuzione del lavoro. Non possiamo sostenere che “il 20% faccia l’80% del lavoro” senza dati, ma possiamo chiederci se alcune persone e alcuni servizi siano sovraccaricati mentre altrove esistono margini per una diversa organizzazione. E chi, invece, non raggiunge obiettivi chiaramente assegnati deve essere valutato con rigore, senza generalizzazioni ma anche senza indulgenze.
Il costo di una macchina amministrativa lenta non compare facilmente in un bilancio, ma ricade ogni giorno sulla città: pratiche urbanistiche che attendono, autorizzazioni che rallentano investimenti, imprese e professionisti costretti ad aspettare, cittadini che tornano più volte negli uffici. Caltagirone vuole essere una città capace di attrarre turismo, investimenti, nuovi residenti e iniziative economiche, ma l’accoglienza passa anche dalla capacità del Comune di fornire risposte in tempi ragionevoli. Per questo le nuove assunzioni e l’aumento delle ore rappresentano soltanto una parte della soluzione. Servono dirigenti, carichi di lavoro meglio distribuiti e tempi dei procedimenti finalmente misurati. Il vero risultato non sarà sapere quanti nuovi dipendenti sono entrati, ma verificare se le pratiche saranno più veloci e gli uffici più efficienti. Perché senza una macchina amministrativa funzionante anche le migliori idee per lo sviluppo della città rischiano di fermarsi prima di diventare realtà.