Caltagirone, cinque anni dopo il crollo il Carmine ritrova la sua copertura

Dal cedimento dell’agosto 2021 agli interventi di questi mesi, l'assessore Lo Monaco: «Sembrava tutto perduto, oggi si sta completando la copertura».

A cura di Paolo Buda Paolo Buda
21 agosto 2026 18:45
Caltagirone, cinque anni dopo il crollo il Carmine ritrova la sua copertura -
Condividi

Cinque anni dopo quelle giornate di Ferragosto del 2021, quando iniziò il crollo della volta della Chiesa del Monte Carmelo e andarono perdute importanti testimonianze della pittura tardo barocca, il cantiere restituisce oggi un’immagine diversa: quella di un edificio sul quale si sta finalmente completando la copertura. A ricordare il percorso è l’assessore ai Beni culturali del Comune di Caltagirone, l’architetto Claudio Lo Monaco, che in un lungo intervento sui social ripercorre anni fatti di sollecitazioni, annunci, progetti e attese.

https://www.youtube.com/@TheMARIO674

Dal crollo del 2021 agli appelli delle istituzioni

Lo Monaco non nasconde l’amarezza per ciò che avvenne allora, parlando del «disinteresse» che, a suo giudizio, accompagnò inizialmente la vicenda e ricordando come, dopo il crollo, si susseguirono comunicazioni e promesse di finanziamento. Allo stesso tempo rivendica il lavoro svolto negli anni successivi e ringrazia il sindaco Fabio Roccuzzo, l’assessore Paolo Crispino, la Soprintendenza di Catania, gli uffici tecnici del Comune e della Diocesi e quanti hanno contribuito al risultato raggiunto.

Nell’agosto 2021, subito dopo il cedimento, l’allora assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone manifestò la disponibilità della Regione a finanziare la messa in sicurezza, precisando però che all’Assessorato non era ancora arrivato un progetto esecutivo.

La posizione della Diocesi

Pochi giorni dopo intervenne anche la Diocesi di Caltagirone, che respinse letture ritenute semplicistiche sulle responsabilità e ricordò la difficoltà di mantenere un patrimonio ecclesiastico molto vasto con risorse limitate. La Diocesi precisò inoltre che la Chiesa del Carmelo era già inserita tra gli edifici bisognosi di restauro e annunciò sopralluoghi regionali e della Soprintendenza, oltre all’elaborazione di un progetto complessivo di recupero.

Era la fase degli appelli, degli impegni e delle interlocuzioni istituzionali. Tutti riconoscevano l’urgenza, ma trasformare quell’urgenza in un cantiere avrebbe richiesto ancora tempo.

Nel 2024 l’avvio concreto dei lavori

Un passaggio decisivo arrivò nel novembre 2024, quando furono consegnati i lavori nell’oratorio attiguo alla Chiesa del Carmine, in parte di proprietà comunale e in parte della Diocesi. La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania avviò un intervento di somma urgenza da 200 mila euro, finanziato dal Dipartimento regionale dei Beni culturali.

I lavori prevedevano il ripristino della copertura e dei solai del primo piano e il consolidamento della volta interessata dagli affreschi settecenteschi di Bernardino Bongiovanni, trasferiti altrove per essere salvaguardati. Comune, Diocesi e Soprintendenza tornarono così a lavorare insieme su un edificio che per anni era rimasto il simbolo di una ferita aperta nel patrimonio storico della città.

Lo Monaco: «Sembrava tutto perduto»

Oggi l’assessore Claudio Lo Monaco riferisce di un ulteriore intervento finanziato dal Ministero e di lavori che stanno portando al completamento della copertura. Un risultato che attribuisce anche al «particolare interessamento» del sindaco Fabio Roccuzzo e alla collaborazione con la Soprintendenza di Catania.

«A volte sono stato particolarmente ziccusu e incalzante», scrive Lo Monaco, ringraziando Roccuzzo e l’assessore Paolo Crispino per avere accolto le sue sollecitazioni «anche quando sembrava tutto perduto».

Cinque anni tra attese, progetti e cantieri

Dietro le parole dell’assessore resta però anche un dato: tra il crollo e questa fase del recupero sono trascorsi cinque anni. Un periodo nel quale si sono alternati annunci, disponibilità finanziarie, sopralluoghi, progettazioni e cantieri.

La vicenda mette così in evidenza sia le difficoltà strutturali nella tutela di un patrimonio monumentale enorme, sia la necessità che gli impegni istituzionali vengano seguiti nel tempo fino alla loro concreta realizzazione.

Una ferita che non si cancella, ma un risultato concreto

Il buon esito degli interventi non cancella ciò che è andato irrimediabilmente perduto nel 2021 e neppure le domande che accompagnarono il crollo: sulla manutenzione, sulle risorse, sui tempi e sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nella tutela dell’edificio.

Dimostra però che la pressione istituzionale, la progettazione e la collaborazione fra enti possono produrre risultati. Lo stesso crollo, ricorda Lo Monaco, ha consentito di approfondire la conoscenza delle fasi di ricostruzione dell’edificio successive al terremoto del 1693, aspetti che l’assessore annuncia di voler raccontare anche attraverso nuovi contenuti video.

Dal crollo alla nuova copertura

Cinque anni dopo, la vicenda del Carmine resta quindi fatta di luci e ombre: una perdita grave, tempi lunghi e momenti di disinteresse denunciati dall’assessore, ma anche un percorso che ha visto convergere Comune, Diocesi, Soprintendenza, Regione e, nell’ultima fase indicata da Lo Monaco, risorse ministeriali.

Dal dolore per una volta crollata alla copertura che torna a chiudere l’edificio: non è ancora la conclusione dell’intero percorso di recupero, ma è certamente il risultato più concreto maturato da quell’agosto del 2021.

Segui La Gazzetta del Calatino