Vizzini, successo per l’inedito "La pentola sempre piena"
Per le Rappresentazioni Verghiane 2026, lo spettacolo con la regia di Piluso porta in scena il grande scrittore a confronto con i suoi personaggi
È andata in scena sabato scorso, a Vizzini, in Piazza Santa Maria di Gesù, l’opera inedita La pentola sempre piena, a cura di A.T.A. Vizzini Vivente, spettacolo che rientra nel ciclo delle Rappresentazioni Verghiane 2026. Nata da un’idea di Samuele Verga e Gianni Cortese, con la regia di Gianfranco Piluso, la pièce racconta il ritorno a Vizzini di Giovanni Verga, trasportando il pubblico in un’esperienza a metà tra il viaggio nel tempo e il sogno. Avanti con gli anni e già scrittore affermato, Verga torna a Vizzini dove incontra, via via, gli abitanti del posto: il sindaco, la proprietaria dell’osteria, il matto del paese; e crede, sulle prime, che i paesani abbiano voluto mettere in scena un teatrino in suo onore, poiché questi battibeccano, discutono tra loro e gli ricordano i personaggi delle sue opere. Ma, man mano che lo “spettacolo” si svolge, i vari personaggi (Mazzarò, magistralmente interpretato da Vincenzo Villardita, la ‘gna Nunzia, Pentolaccia, Jeli il pastore, Mastro Don Gesualdo, la Lupa, e ancora Lola, Santuzza, Turiddu e Alfio) lo accusano a turno di aver dato loro delle vite di sofferenza, di aver sfruttato la tragicità delle loro esistenze per ottenere il successo letterario. Il Verga, inizialmente non capisce e crede ancora che si tratti di attori, fino a quando realizza che ha veramente davanti a sé i personaggi nati dalla sua penna e si schermisce dalle loro ingiuste accuse dicendo che le loro vite sono in realtà il risultato dei vizi umani, delle umane debolezze, dell’avidità dell’essere umano; ammettendo tuttavia, infine, di aver voluto anche lui, forse, come i suoi personaggi, “la pentola sempre piena”. Una chicca all’interno della rappresentazione: una ninna nanna scritta da Giampiero Mazzone (figlio di Alfredo, l’ideatore del Teatro di Reviviscenza), musicata dai Lautari (gruppo di musica folk catanese) e cantata da una delle attrici. La colonna sonora dello spettacolo, anch’essa inedita, è stata composta ed eseguita da Samuele Verga.
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