Ramacca: lo sport abbraccia la memoria di Claudio Gianninò
La seconda edizione del Memorial dedicato al piccolo angelo ramacchese: sport, valori ed emozioni per tramandare un ricordo vivo.
Lo sport come memoria, il gioco come linguaggio universale dell'amore e il sorriso dei bambini come testimonianza eterna di un ricordo che continua a vivere. La città di Ramacca ha vissuto una delle pagine più emozionanti dell'estate sportiva con la cerimonia inaugurale della seconda edizione del Memorial dedicato a Claudio Gianninò, piccolo angelo della comunità ramacchese al quale è stato intitolato anche l'impianto sportivo del Centro Polisportivo Ramacca 1985. Una manifestazione che, anno dopo anno, si consolida non soltanto come appuntamento agonistico per le categorie giovanili, ma soprattutto come straordinario momento di riflessione, condivisione e vicinanza umana. L'ingresso ufficiale delle squadre, accompagnato dall'emozionante volo dei palloncini, ha aperto una cerimonia intensa e partecipata, caratterizzata da momenti di commozione e da un forte richiamo ai valori autentici dello sport. Presenti la famiglia Gianninò, costantemente vicina all'organizzazione dell'evento, la famiglia Biuso, alla quale è dedicata la Scuola Calcio Gian Marco Biuso, il vice sindaco della città di Ramacca Salvatore Barcellona, la dirigenza del Centro Polisportivo, i tecnici, i volontari e numerosi cittadini che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza, oltre alla grande famiglia biancoceleste composta dai genitori degli atleti. Il Memorial rappresenta oggi uno dei momenti più significativi della vita associativa biancoceleste, capace di trasformare il dolore in speranza e il ricordo in un insegnamento permanente per le nuove generazioni. «A nome dell'intero Centro Polisportivo Ramacca 1985 desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine alla famiglia Gianninò per la fiducia, la sensibilità e la vicinanza che continuano a dimostrarci. Ogni anno ci affidano qualcosa di immensamente prezioso: il ricordo di Claudio. Noi abbiamo il dovere morale di custodirlo e di trasmetterlo attraverso i valori più autentici dello sport, dell'amicizia e del rispetto reciproco», ha dichiarato il presidente Pippo Costanzo. Parole che sintetizzano il senso più profondo di una manifestazione che va ben oltre il semplice aspetto agonistico. Per il Centro Polisportivo Ramacca, infatti, ricordare Claudio significa educare le nuove generazioni alla solidarietà, al rispetto degli avversari e alla consapevolezza che lo sport rappresenta uno straordinario strumento di crescita umana e sociale. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato ai messaggi istituzionali, durante i quali è stato ribadito come il Memorial costituisca ormai un patrimonio condiviso dell'intera comunità ramacchese. La presenza della famiglia Biuso ha inoltre rafforzato il legame ideale che unisce le due intitolazioni simboliche della società sportiva: l'impianto dedicato a Claudio Gianninò e la Scuola Calcio intitolata a Gian Marco Biuso, due giovani figure che continuano a rappresentare esempi di amore, appartenenza e memoria collettiva. In un tempo spesso segnato dalla velocità e dalla dimenticanza, Ramacca sceglie invece di fermarsi, ricordare e tramandare. Lo fa attraverso lo sport, attraverso i bambini, attraverso il rispetto e attraverso una comunità che continua a stringersi attorno alle proprie radici più autentiche. Perché il Memorial Claudio Gianninò non è soltanto un torneo. È una promessa. La promessa che il sorriso di un piccolo angelo continuerà a vivere nei colori, nelle emozioni e nei sogni delle future generazioni di sportivi ramacchesi.
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