Raia: "Catania non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro"

Raia: "Appello a città, forze sociali, mondo impresa, associazioni ed istituzioni per esserci giovedì 17 luglio davanti a stabilimento Pfizer, zona industriale Catania"

A cura di Salvo Cona Salvo Cona
13 luglio 2026 12:47
Raia: "Catania non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro" -
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CATANIA. In merito alla "decisione annunciata da Pfizer di licenziare 330 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Catania", Concetta Raia (dirigente regionale del PD) rivolge un proprio "appello a tutta la città, alle forze sociali, al mondo dell’impresa, alle associazioni e alle istituzioni affinché partecipino al presidio di giovedì 17 luglio davanti allo stabilimento Pfizer, nella zona industriale di Catania. La difesa di quei posti di lavoro non riguarda soltanto chi rischia il licenziamento: riguarda il futuro economico e sociale dell’intera comunità".
Il già parlamentare siciliano del PD spiega qui di seguito il motivo di questa sua iniziative: <<Mentre si continua a raccontare una Sicilia in crescita sul piano produttivo e una Catania che migliora sotto il profilo occupazionale, la realtà con cui migliaia di cittadini fanno i conti ogni giorno è ben diversa. Il lavoro stabile continua a essere insufficiente, i giovani sono costretti a emigrare, le multinazionali troppo spesso scelgono altri territori per investire e, quando l’occupazione aumenta, si tratta frequentemente di lavoro precario, povero e con salari che non garantiscono una vita dignitosa.
Per questo - afferma Raia - la decisione annunciata da Pfizer di licenziare 330 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Catania, ai quali si aggiungono i tanti occupati dell’indotto e degli appalti, rappresenta un colpo durissimo non solo per centinaia di famiglie, ma per l’intera economia catanese e siciliana. Una scelta ancora più incomprensibile e inaccettabile se si considera che la multinazionale ha conseguito profitti straordinari negli ultimi anni.
Non è in discussione soltanto il destino di uno stabilimento. È in gioco un pezzo importante del patrimonio industriale della Sicilia. Attorno a quella realtà produttiva si è sviluppato negli anni un sistema economico fatto di imprese, professionalità e competenze che oggi rischia di essere smantellato, con conseguenze che potrebbero rivelarsi irreversibili.
Guai a considerare questa vicenda un episodio isolato. Potrebbe essere il segnale di una progressiva dismissione industriale del nostro territorio, un rischio che la politica e le istituzioni hanno il dovere di affrontare con la massima determinazione.
Non bastano dichiarazioni di solidarietà o generici appelli. Il Governo nazionale, la Regione Siciliana e tutte le istituzioni competenti devono aprire immediatamente un confronto con l’azienda, pretendere chiarezza sul futuro del sito produttivo e mettere in campo ogni iniziativa utile a salvaguardare l’occupazione e la continuità industriale.
Allo stesso tempo è necessario sostenere con convinzione la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e l’azione delle organizzazioni sindacali che, con responsabilità e determinazione, stanno difendendo non solo i posti di lavoro, ma il diritto della Sicilia ad avere un futuro produttivo.
Per cui - fa sapere Concetta Raia - rivolgo un appello a tutta la città, alle forze sociali, al mondo dell’impresa, alle associazioni e alle istituzioni affinché partecipino al presidio di giovedì 17 luglio davanti allo stabilimento Pfizer, nella zona industriale di Catania. La difesa di quei posti di lavoro non riguarda soltanto chi rischia il licenziamento: riguarda il futuro economico e sociale dell’intera comunità.
Una città che perde industria perde ricchezza, competenze, investimenti e speranza. Catania e la Sicilia non possono assistere in silenzio all’ennesimo ridimensionamento del proprio tessuto produttivo. Difendere il lavoro significa difendere la dignità delle persone, la tenuta sociale del territorio e le prospettive delle nuove generazioni. Questa è una battaglia che riguarda tutti e che nessuno può permettersi di non sostenerla>>.

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