Gestione acque locali, Raddusa favorevole alla risoluzione

Il sindaco Marino ammette: "Il sistema idrico è ancora municipalizzato, ma le criticità denunciate sono gravi. Serve un gestore efficiente"

01 luglio 2026 16:28
Gestione acque locali, Raddusa favorevole alla risoluzione  -
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"In qualità di Sindaco del Comune di Raddusa, ho espresso voto favorevole alla risoluzione della convenzione tra ATI e SIE, dando piena attuazione al mandato ricevuto dal Consiglio Comunale. Tale scelta non nasce da valutazioni politiche, ma dalla necessità di dare una risposta concreta alle numerose criticità emerse negli ultimi mesi: bollette anomale, frequenti interruzioni del servizio idrico, difficoltà nella gestione dell'utenza e una serie di problematiche che hanno inciso negativamente sulla qualità del servizio reso ai cittadini".

Il sindaco di Raddusa, Giuseppe Marino, punta i riflettori sulla ratio della votazione e sulla posizione dell'assemblea provinciale dei primi cittadini, che ha deciso di interrompere il vincolo contrattuale con il gestore del servizio integrato: "È opportuno precisare che il Comune di Raddusa non è mai stato gestito dalla SIE, né da altri gestori del servizio idrico integrato. Il servizio è sempre stato gestito direttamente dal Comune. Le criticità riscontrate, tuttavia, riguardano il percorso di affidamento e il sistema di gestione proposto a livello d'ambito, che ha evidenziato problematiche tali da determinare la decisione assunta dall'ATI".

Secondo Marino, "a queste criticità si aggiungono le contestazioni e le inadempienze evidenziate non soltanto dai Sindaci dei Comuni interessati, ma anche dalla stessa ATI nel corso delle interlocuzioni istituzionali. Per tali ragioni il Comune di Raddusa aveva già approvato un atto di indirizzo con cui chiedeva il mantenimento del servizio tramite la clausola di salvaguardia, affinché il servizio continuasse ad essere gestito dal Comune fino all'individuazione di un gestore unico realmente in grado di garantire efficienza, continuità e qualità".

La normativa vigente non consente ai Comuni di gestire autonomamente il servizio idrico in via ordinaria. La legge impone infatti che il servizio sia affidato a un gestore unico d'ambito. Proprio per questo motivo sarà necessario individuare un soggetto efficiente, capace di garantire servizi adeguati ai cittadini e di programmare gli investimenti di cui il territorio ha bisogno.

"È bene ricordare, inoltre, che i principali finanziamenti destinati al servizio idrico e fognario vengono programmati e gestiti attraverso il gestore unico, motivo per cui - conclude Marino - ritengo fondamentale che venga individuato un soggetto serio, competente e strutturato, capace di realizzare gli interventi necessari sulle reti idriche, sulle fognature e sui depuratori. La verità è che il problema non riguarda un singolo Comune, ma gran parte della Sicilia. Depuratori inesistenti o insufficienti, reti idriche obsolete, perdite enormi e infrastrutture ormai inadeguate rappresentano una realtà che non può più essere ignorata".

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