Energia: stop ai nuovi impianti senza tariffe più eque
L’on. Lombardo (Mpa) chiede di sospendere le autorizzazioni: "la Sicilia non sia solo una piattaforma di produzione a scapito dei cittadini".
La Sicilia, cuore pulsante della transizione energetica nazionale, rivendica il proprio ruolo strategico pretendendo, al contempo, giustizia sociale e territoriale. L’on. Giuseppe Lombardo (Mpa-Grande Sicilia) lancia un monito chiaro: «La nostra Isola non può essere solo una piattaforma di produzione a basso costo per altri territori». Il nodo centrale è il paradosso tra l'enorme potenziale produttivo e le scarse ricadute economiche per i residenti. Attualmente, la rete siciliana è sotto pressione con richieste di allaccio per ben 70 gigawatt di nuova potenza, a fronte di un obiettivo fissato dal Burden Sharing al 2030 di soli 10,40 gigawatt. «Questo primato — sottolinea Lombardo — rischia di gravare esclusivamente sul paesaggio e sulle comunità senza alcun beneficio in bolletta». Per questo, l’esponente autonomista propone uno stop temporaneo agli iter autorizzativi per i nuovi impianti qualora non vengano garantite tariffe zonali più eque e un adeguamento delle infrastrutture di rete. L'obiettivo non è un blocco ideologico, ma un atto di buon governo per tutelare famiglie e imprese. «Chi ospita impianti deve ottenere in cambio benefici reali. La transizione non può essere un sacrificio unilaterale, ma una leva per la crescita della nostra terra», conclude Lombardo.
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