Commercio ambulante in crisi: l'appello di Confimprese
Persi oltre 2.800 negozi in 4 anni. L'associazione chiede all'Assessore Tamajo una strategia per salvare i mercati rionali siciliani
Il commercio su aree pubbliche in Sicilia vive una crisi profonda, segnata da un netto calo delle attività tra il 2022 e il 2025. Confimprese Sicilia ha inviato una lettera all'Assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, richiedendo l'apertura di un confronto urgente sul futuro del settore. I dati dell'Osservatorio nazionale del commercio delineano un quadro preoccupante: nel periodo indicato, si sono registrate 5.874 cessazioni, portando a una perdita netta di 2.811 imprese. La tendenza è confermata dai numeri annuali, con il numero complessivo di imprese in attività sceso da 18.130 nel 2022 a 15.319 al 31 dicembre 2025. Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese, sottolinea come dietro tali cifre vi siano famiglie e territori che perdono un pilastro della propria economia. L'associazione chiede ora alla Regione una strategia organica, che superi i soli interventi economici per definire il ruolo futuro del commercio ambulante, tenendo conto dell'evoluzione dei consumi e del commercio elettronico. Viene inoltre sollecitata l'attuazione dei principi della legge 27 dicembre 2023, n. 206, che riconosce ai mercati rionali una funzione sociale e culturale, chiedendo chiarezza sull'utilizzo delle risorse destinate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre alla lettera, Confimprese ha richiesto un incontro formale con l'Assessore Tamajo per analizzare le prospettive del settore.
32.9°