Carceri, Anci Sicilia spinge: Caltagirone e Catania siano da esempio
L'associazione chiede ai comuni di istituire il Garante dei detenuti. Caltagirone, già in regola, guida il cammino insieme a Catania
Anci Sicilia ha lanciato un forte appello ai sindaci dell’Isola affinché istituiscano la figura del Garante comunale dei diritti dei detenuti. Nonostante la Sicilia sia la regione con il maggior numero di strutture penitenziarie in Italia, si registra un grave ritardo in questo presidio civico. Attualmente, su 22 Comuni con istituti carcerari, solo Palermo, Siracusa, Messina e Trapani hanno attivato tale figura, mentre Catania e Caltagirone hanno approvato il regolamento. L’incontro, tenutosi a Palermo con il vertice di Anci Sicilia Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, ha sottolineato l'importanza strategica del Garante non solo per i detenuti e le famiglie, ma per il futuro reinserimento sociale post-pena. Per il garante regionale Antonino De Lisi, la presenza di delegati locali è cruciale per gestire le urgenze in un territorio vasto. Salvo Fleres ha aggiunto che tutelare i detenuti rappresenta un "risparmio differito" per lo Stato, poiché favorisce il rispetto delle regole una volta tornati liberi. La situazione resta critica: Pino Apprendi, garante di Palermo, ha descritto le carceri cittadine come "inferni" sovraffollati, dove il caldo estivo e la carenza di personale rendono la condizione dei reclusi insostenibile. Apprendi invoca ora un coordinamento regionale per garantire risposte uniformi a un sistema sotto pressione.
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