Asp CT : nuova rete provinciale Assistenza territoriale, ci sono Caltagirone e Palagonia

Illustrato il percorso che, con un investimento di 77 milioni del PNRR, ha dato vita alla nuova rete delle Case e degli Ospedali di Comunità

A cura di Salvo Cona Salvo Cona
02 luglio 2026 17:18
Asp CT : nuova rete provinciale Assistenza territoriale, ci sono Caltagirone e Palagonia -
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CATANIA. L’Asp di Catania ha presentato la nuova rete provinciale dell’assistenza territoriale. E lo ha fatto ad Acireale dove è stato illustrato il percorso che, grazie a un investimento di 77 milioni di euro del PNRR, ha dato vita alla nuova rete delle Case e degli Ospedali di Comunità. Peraltro è stato comunicato di aver completato il reclutamento di 292 professionisti e definito il modello organizzativo della sanità di prossimità. Dunque, non solo nuove strutture, ma una nuova visione di assistenza sanitaria territoriale. È questo il messaggio che la Direzione Strategica dell’Asp di Catania ha consegnato, nel corso dell’incontro ospitato ieri nella Sala Convegni “Rino Nicolosi” dell’Ospedale di Acireale, dedicato alla presentazione della nuova rete dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali della dirigenza e del comparto, la RSU, il Tavolo della Salute, il Comitato Consultivo Aziendale, i referenti delle Case e degli Ospedali di Comunità, i Direttori dei Distretti sanitari e i responsabili delle Unità Operative amministrative e sanitarie impegnate nell’attuazione della riforma. Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio. «Il PNRR ci ha offerto una straordinaria opportunità di cambiamento - ha detto -. La vera sfida sarà quella di trasformare un investimento infrastrutturale in una nuova modalità di presa in carico dei pazienti e di erogazione dei servizi. Oggi consegniamo ai cittadini un sistema pensato attorno ai loro bisogni, nel quale strutture, servizi e attività dei professionisti sono progettati per assicurare cure più appropriate, accessibili e vicine alle persone. Questa trasformazione si fonda su tre pilastri strategici: prevenzione, proattività e prossimità - ha continuato -. La prevenzione è il primo investimento sulla salute delle comunità, perché interviene prima che la malattia richieda cure, rafforzando la promozione della salute, gli screening, la diagnosi precoce e l'individuazione dei fattori di rischio. La proattività segna il passaggio da una sanità che attende la domanda di assistenza a una sanità capace di intercettare precocemente le fragilità, attraverso la stratificazione della popolazione, la medicina di iniziativa e percorsi assistenziali personalizzati e continuativi. La prossimità porta il Servizio sanitario sempre più vicino ai cittadini, attraverso una rete territoriale nella quale strutture, professionisti e servizi operano in modo coordinato per garantire risposte tempestive, multidisciplinari e personalizzate» ha concluso Laganga Senzio il quale ha evidenziato come, grazie a un investimento di 77 milioni di euro, finanziato nell’ambito della Missione 6 Salute del PNRR, l’Asp 3 di Catania ha completato un percorso di trasformazione che ha interessato infrastrutture, organizzazione dei servizi, innovazione dei processi e sviluppo delle competenze professionali, dando vita a una rete di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali, destinata a rafforzare la sanità di prossimità in tutto il territorio provinciale. Per quanto riguarda le Case della Comunità, considerate il punto di accesso alla sanità territoriale, entrando nel merito dell’assetto della nuova assistenza territoriale, Rosanna Intelisano, direttore dell’UOC Controllo di Gestione, ha illustrato la distribuzione delle Case della Comunità nei nove Distretti sanitari, l’articolazione hub & spoke, gli standard e i servizi previsti dal DM 77/2022 e l’integrazione tra medicina generale, specialistica ambulatoriale interna, assistenza infermieristica, psicologia delle cure primarie, assistenza domiciliare e servizi sociali.
La rete delle Case della Comunità comprende 28 strutture, di cui 27 realizzate tramite finanziamenti PNRR, così distribuite:
- Distretto di Caltagirone: CdC Hub Caltagirone; CdC Spoke Grammichele, Mineo e Mirabella Imbaccari
- Distretto di Palagonia: CdC Hub Ramacca; CdC Spoke Palagonia, Scordia e Militello in Val di Catania

- Distretto di Acireale: CdC Hub Acireale
- Distretto di Adrano: CdC Hub Adrano; CdC Spoke Biancavilla
- Distretto di Bronte: CdC Hub Bronte; CdC Spoke Randazzo
- Distretto di Catania: CdC Hub San Luigi e CdC Hub San Giorgio; CdC Spoke Misterbianco
- Distretto di Giarre: CdC Hub Giarre; CdC Spoke Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Castiglione di Sicilia e Fiumefreddo
- Distretto di Gravina: CdC Hub Gravina; CdC Spoke Pedara, San Giovanni La Punta, San Gregorio e Viagrande
- Distretto di Paternò: CdC Hub Paternò; CdC Spoke Belpasso.

Per quanto riguarda, invece, gli Ospedali di Comunità, luoghi di ricovero intermedio della rete territoriale, Il direttore sanitario Giovanni Francesco Di Fede ha approfondito il ruolo degli Ospedali di Comunità, illustrandone i criteri di accesso, ’organizzazione e il raccordo con le Case della Comunità, le Centrali Operative Territoriali, l’assistenza domiciliare e la rete ospedaliera. Infatti, Di Fede ha detto che «l’Ospedale di Comunità rappresenta uno degli elementi qualificanti della riforma - ha detto -. È un setting assistenziale intermedio, a prevalente gestione infermieristica, destinato ai pazienti clinicamente stabili che non necessitano più del ricovero per acuti, ma richiedono ancora un’assistenza sanitaria a bassa intensità clinica. Il loro valore risiede nella capacità di garantire continuità delle cure, una presa in carico integrata e coordinata nelle transizioni tra ospedale, territorio e domicilio».
La rete dei 10 Ospedali di Comunità, di cui 8 realizzati tramite finanziamenti PNRR, è così composta:
- Distretto di Caltagirone: OdC Caltagirone, OdC Mineo e OdC Vizzini
- Distretto di Palagonia: OdC Ramacca

- Distretto di Acireale: OdC Acireale
- Distretto di Adrano: OdC Adrano
- Distretto di Bronte: OdC Randazzo
- Distretto di Catania: OdC Catania San Luigi
- Distretto di Giarre: OdC Linguaglossa
- Distretto di Paternò: OdC Paternò.

Successivamente è intervenuta il direttore amministrativo Tamara Civello, che ha evidenziato l’intenso lavoro amministrativo e organizzativo svolto per accompagnare lo sviluppo della nuova rete, assicurando il reclutamento delle risorse professionali, il supporto ai nuovi assetti organizzativi e la sostenibilità delle attività. Nel corso dell’incontro la Direzione Strategica ha illustrato anche il piano di rafforzamento degli organici, che ha consentito l’assunzione di 222 infermieri, 60 operatori socio-sanitari e 10 assistenti sociali, affiancato da un articolato programma di formazione rivolto al personale sanitario e amministrativo, con l’obiettivo di accompagnare l’attuazione dei nuovi modelli assistenziali e consolidare il lavoro in équipe multiprofessionali. Concludendo i lavori, il direttore generale Laganga Senzio ha rivolto un ringraziamento all’Assessorato regionale della Salute, guidato da Marcello Caruso, alla Struttura Tecnica di Supporto al PNRR, alle strutture regionali competenti e ad AGENAS che hanno sostenuto il processo di attuazione della riforma. Un particolare riconoscimento è stato inoltre espresso all’UOC Tecnico, all’UOC Risorse umane, all’UOC Risorse umane convenzionate, al Servizio Infermieristico e alle Unità operative di Servizio sociale professionale e di Servizio di Psicologia, ai Direttori dei Distretti, ai Dipartimenti aziendali e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nell’attuazione della nuova rete. «Questo risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra - ha concluso Laganga Senzio -. Desidero ringraziare tutte le donne e gli uomini dell’Asp di Catania che hanno contribuito a questo progetto e, in particolare, i medici di medicina generale, ai quali la riforma affida un ruolo sempre più centrale nella presa in carico dei cittadini. Oggi consegniamo alle nostre comunità una sanità territoriale più moderna e più efficace, nella consapevolezza che il vero valore di questa riforma si misurerà nella capacità di migliorare concretamente la qualità dell’assistenza e la vita dei cittadini».

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