Raddusa ricorda Ciccio Grassia, a un anno dalla scomparsa

Il cronista che ha fatto la storia del paese attraverso il suo giornalismo. Un esempio di rigore, passione e amore profondo per il territorio

20 giugno 2026 10:22
Raddusa ricorda Ciccio Grassia, a un anno dalla scomparsa -
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Il 21 giugno 2026 ricorre il primo anniversario della scomparsa di Francesco Grassia, per tutti semplicemente “Ciccio”. Un nome che a Raddusa non richiama soltanto un giornalista, ma una presenza costante nella vita della comunità, un osservatore attento che per oltre quarant’anni ha documentato fatti, tradizioni, vicende umane e trasformazioni del territorio. A distanza di un anno dalla sua scomparsa, il ricordo resta vivo non soltanto tra i familiari, gli amici e i colleghi, ma in tutti coloro che, sfogliando un giornale o leggendo una cronaca locale, continuano a ritrovare tracce del suo lavoro. Francesco Grassia è stato infatti molto più di un cronista: è stato il custode della memoria collettiva di Raddusa. Nel settembre dello scorso anno, la comunità gli ha dedicato un importante convegno culturale e la presentazione del volume “Raddusa nei miei quarant’anni di giornalismo”, una raccolta dei suoi articoli più significativi che ripercorrono decenni di storia cittadina. L'evento, ospitato nel Centro Polifunzionale “Papa Giovanni Paolo II”, vide una grande partecipazione di pubblico e la presenza di familiari, autorità, giornalisti, associazioni e cittadini, testimonianza dell'affetto e della stima che il paese continua a nutrire nei suoi confronti. In quell'occasione venne ricordato il suo straordinario contributo alla comunità e al giornalismo locale, attraverso una professione svolta sempre con passione, rigore e amore per il territorio. Quando il 23 giugno 2025 Raddusa si fermò per tributargli l’ultimo saluto, una folla numerosa accompagnò il feretro dalla sua abitazione fino alla Chiesa dell’Immacolata Concezione. Accanto alla moglie Rosina, ai figli Antonio, Mirko e Daniele, al fratello Vincenzo e ai familiari, c’erano amministratori, colleghi e semplici cittadini che avevano riconosciuto in lui una figura di riferimento per il paese. Oggi, da corrispondente della Gazzetta del Calatino per Raddusa, sento il dovere di rivolgergli un pensiero particolare. Francesco Grassia è stato il giornalista che mi ha preceduto in questo ruolo e che, con la sua esperienza, ha rappresentato un esempio per chiunque si avvicini al mondo dell’informazione locale. Raccogliere il testimone lasciato da una figura come la sua non è semplice, ma è certamente un onore. La sua capacità di ascoltare le persone, di valorizzare le storie della gente comune e di raccontare il territorio con rispetto e competenza resta una lezione preziosa. In un tempo in cui l’informazione corre veloce, il suo giornalismo insegnava l’importanza della presenza sul campo, del contatto umano e della conoscenza profonda della realtà che si racconta. A un anno dalla sua scomparsa, Raddusa continua a ricordarlo attraverso i suoi scritti, le sue pubblicazioni e il patrimonio di memoria che ha lasciato alle nuove generazioni. Le pagine che ha firmato nel corso della sua lunga carriera restano una testimonianza insostituibile della storia del paese. Il modo migliore per ricordarlo è forse proprio questo: continuare a raccontare Raddusa con lo stesso amore che lui ha dimostrato per tutta la vita. Ciao Ciccio, e grazie per aver insegnato a tutti noi che il giornalismo locale non è soltanto una professione, ma un servizio alla propria comunità.

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