Caltagirone, al via i festeggiamenti per "San Giacomo" 2026
Il programma punta all’inclusività: il Santo Patrono uscirà dal centro storico per raggiungere le periferie in un segno di unità cittadina
Nel solenne scenario del Salone dell’Episcopio, la Diocesi di Caltagirone ha ufficialmente alzato il sipario sulle celebrazioni in onore di San Giacomo Maggiore Apostolo. A illustrare il programma dell’edizione 2026, il Vescovo, Mons. Calogero Peri, affiancato da don Francesco Di Stefano, vicario della I Foranìa, dal parroco della Basilica, don Salvatore Gallo, e dall’assessore comunale Claudio Lo Monaco. Il calendario, frutto di una sinergia tra clero e istituzioni civili, si distingue quest'anno per una spinta propulsiva verso l'inclusività. La solennità religiosa non sarà confinata al perimetro del centro storico, ma cercherà di farsi "prossima" ai cittadini. Tra le innovazioni più attese, il rinnovato percorso processionale del fercolo: lungo il tragitto, le statio diverranno stazioni di preghiera e meditazione, trasformando il rito del passaggio in un momento di autentico raccoglimento spirituale. Il cuore pulsante di questa edizione è però il rinnovamento dell’Ottava. Per la prima volta, la celebrazione del 29 luglio vedrà il coinvolgimento attivo dei quartieri di più recente sviluppo, attraverso un corteo che muoverà dalla Basilica verso la zona sud. Sarà la Parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli ad inaugurare questa nuova prassi pastorale, un evento che assume un valore speciale in quanto coincide con la chiusura dell’Anno Giubilare per il 60° anniversario di fondazione della parrocchia stessa. Il Vescovo Peri ha sottolineato come tale scelta non sia puramente logistica, ma risponda a un’esigenza di integrazione territoriale. Portare San Giacomo nelle periferie significa ricucire lo strappo tra centro e aree residenziali, rendendo il Patrono un collante vivente per un’intera comunità diocesana che cresce e si trasforma. La festa patronale si conferma così un patrimonio condiviso, capace di rigenerare il senso di identità calatina. Partecipazione, fede e storia si fondono, offrendo ai fedeli una celebrazione che non guarda solo al passato, ma si apre con speranza al futuro di una città chiamata a riscoprire, in ogni suo quartiere, la bellezza di camminare insieme sotto lo sguardo del suo Santo Patrono.
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