Concetta Raia: “Donne: diritti conquistati e democrazia incompiuta”

Concetta Raia (Dirigente PD Sicilia): “Le donne, la Costituzione, la Sicilia: diritti conquistati e democrazia ancora incompiuta”

A cura di Salvo Cona Salvo Cona
30 maggio 2026 23:23
Concetta Raia: “Donne: diritti conquistati e democrazia incompiuta” -
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GRAMMICHELE. Concetta Raia, già deputato regionale e dirigente in Sicilia del Partito Democratico, fa una nel fare una propria riflessione su donne, Costituzione e Sicilia, in merito ai diritti conquistati e a quelle che sostiene essere una "democrazia ancora incompiuta”, le chiediamo di spiegare quali sono le proprie considerazioni personali? <<A ottant’anni dal primo voto delle donne, il rapporto tra Costituzione, democrazia e cittadinanza femminile conserva un significato profondo, soprattutto in Sicilia, terra di importanti conquiste civili ma ancora segnata da ritardi nei diritti, nella rappresentanza e nelle pari opportunità.La nostra Costituzione, ancora giovane e straordinariamente attuale, rappresenta ancora oggi un progetto democratico, sociale ed etico. La democrazia non è soltanto un insieme di regole per eleggere i rappresentanti, ma la concreta applicazione dei principi costituzionali. Ed è proprio su questo terreno che siamo ancora lontani da una piena attuazione della Costituzione. Il 15 maggio, anniversario dello Statuto speciale siciliano, e il 2 giugno, data del primo voto delle donne italiane al referendum istituzionale e all’Assemblea Costituente, rappresentano due momenti simbolici che si intrecciano con il percorso delle donne siciliane nella costruzione democratica del Paese. Tuttavia, sia la Costituzione sia lo Statuto Siciliano condividono una criticità comune: la loro non piena attuazione. Questa distanza tra principi e realtà continua a produrre effetti concreti, soprattutto sulla condizione delle donne. In questa prospettiva, lo Statuto siciliano, pur avendo rappresentato una svolta storica e la sua autonomia , non ha eliminato le differenze territoriali né le disuguaglianze di genere. Per molti decenni le donne siciliane hanno continuato a subire un accesso ridotto al lavoro, la persistenza di ruoli sociali tradizionali, una scarsa rappresentanza politica e forti vincoli culturali e familiari. In diversi contesti, tali criticità non solo permangono, ma tendono ancora oggi a riprodursi, incidendo sulla piena cittadinanza femminile>>. Secondo lei, quando sono arrivati "i miglioramenti più concreti"? <<Sono arrivati -risponde la Raia - soprattutto grazie alle lotte femminili, ai sindacati e all’evoluzione delle riforme nazionali nel tempo. In Sicilia persistono infatti disuguaglianze significative: accesso ridotto al lavoro, divari occupazionali, forte peso dei ruoli tradizionali, scarsa rappresentanza politica e discriminazioni sociali ed economiche che incidono sulla piena cittadinanza femminile. Il gender gap resta elevato, con precarietà, part-time involontario e difficoltà di carriera, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili. La Costituzione è democrazia concreta: è diritto al lavoro, è dignità, è parità salariale, è salute è diritto di cittadinanza, è solidarietà. Fondamentale fu il contributo delle 21 donne costituenti, tra cui le siciliane Ottavia Penna Buscemi, nata a Caltagirone, e Maria Nicotra Verzotto, nata a Catania, protagoniste nell’affermazione dei principi di uguaglianza sanciti dall’articolo 3 della Costituzione. Per troppo tempo il protagonismo femminile è stato marginalizzato nella narrazione pubblica. Eppure le donne hanno avuto un ruolo decisivo nelle lotte antifasciste, nel movimento per il lavoro, nei diritti civili e nell’antimafia sociale. In Sicilia figure come Franca Viola, Mariannina Coffa, Giuseppina Zacco, Francesca Serio e Angela Bottari — solo per citarne alcune, nei diversi ruoli che hanno ricoperto — hanno rappresentato esempi fondamentali di emancipazione, libertà ,giustizia sociale e lotta alla mafia . Le conquiste ottenute negli ultimi decenni — dal divorzio alla tutela della maternità, dalla sanità pubblica alla parità salariale — sono il frutto delle battaglie delle donne e dei movimenti femministi e del movimento sindacale. Tuttavia la strada verso una reale uguaglianza è ancora lunga>>. In che senso? Perchè sostiene questo? <<Perchè oggi il gender gap continua a incidere su salari, occupazione e qualità della vita. In Sicilia l’occupazione femminile resta ferma al 37%, mentre il tasso di inattività supera il 58%. Migliaia di donne lasciano il lavoro per la mancanza di servizi adeguati alla genitorialità e alla cura. Persistono precarietà, part-time involontario, lavoro povero, pensioni più basse e difficoltà di carriera. E queste criticità sono ancora più evidenti nelle aree interne e nei territori della Città Metropolitana di Catania, dove precarietà, carenza di servizi e fuga dei giovani alimentano lo spopolamento. Se le donne sono costrette ad andare via per lavorare, un territorio perde il proprio futuro. Per questo serve una visione chiara di sviluppo per la Sicilia, fondata su lavoro stabile, infrastrutture sociali, servizi, innovazione e valorizzazione delle risorse territoriali. Fra le prospettive di sviluppo della nostra regione possono assumere un ruolo strategico i temi legati all’ambiente, all’energia, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità, ma anche il rafforzamento del welfare nel senso più ampio del termine: servizi sociali, sanità territoriale, istruzione, mobilità, cura delle persone e sostegno alle famiglie. Investire nelle infrastrutture sociali significa creare lavoro, qualità della vita e nuove opportunità soprattutto per donne e giovani>>.
Cosa pensa invece della "sottorappresentazione femminile nelle istituzioni" ? <<Penso che resta inoltre forte il problema della All’Assemblea Regionale Siciliana, dal 1947 a oggi, si sono succeduti 1.389 uomini contro appena 85 donne deputate. Una disuguaglianza che rappresenta una vera incompiutezza democratica. Per questo ritengo necessaria l’introduzione della doppia preferenza di genere anche nelle elezioni regionali siciliane. Durante il mio mandato all’ARS ho presentato come prima firmataria il disegno di legge sulla doppia preferenza di genere per le elezioni comunali e regionali: quella comunale divenne legge con la n. 8/2013, mentre quella per le regionali venne respinta. L’obiettivo era favorire una maggiore presenza femminile nelle istituzioni locali e, a distanza di anni, possiamo affermare che la presenza delle donne nei consigli comunali è notevolmente aumentata. La piena partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica non è una concessione, ma una condizione essenziale per costruire una società più giusta, inclusiva e democratica. Se questo vale per le donne, lo è ancora di più per le giovani generazioni. Partecipare è il modo più importante per difendere i propri diritti, portare nuove visioni e costruire una società più vicina ai bisogni delle nuove generazioni, fondata sulla giustizia sociale, sul futuro e sull’utilizzo del digitale e dell’innovazione. Per questo oggi - conclude Concetta Raia già deputato regionale e dirigente PD Sicilia - l’applicazione della nostra Costituzione resta il presidio democratico fondamentale per costruire una società più libera, equa e realmente inclusiva. Perché la Costituzione vive soltanto quando i diritti diventano realtà per tutte e tutti. Viva la Costituzione, via la festa della Repubblica>>.

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