Addio a Salvatore Rizzo, fondatore di Pandittaino
Raddusa in lutto per la scomparsa a 78 anni dello storico pioniere del grano: oggi i funerali per l'uomo che ha creato un'eccellenza locale
La comunità di Raddusa perde uno dei suoi volti più autentici e rappresentativi del mondo agricolo e cooperativistico. È scomparso all’età di 78 anni Salvatore Rizzo, tra i fondatori della storica cooperativa Valle del Grano, oggi conosciuta come Pandittaino, eccellenza locale che da decenni trasforma il grano duro raddusano in prodotti di qualità presenti sulle tavole di tutta Italia. Una perdita che colpisce profondamente non solo il settore agricolo, ma l’intero tessuto sociale del paese, proprio nell’anno in cui la cooperativa celebra i suoi 50 anni di attività, mezzo secolo di impegno, crescita e successi. Fu proprio Salvatore Rizzo, insieme ad altri soci pionieri, a mettere la prima pietra di quella che sarebbe diventata una realtà simbolo per Raddusa, orgogliosamente riconosciuta come “Città del Grano”. Per molti anni vice presidente della cooperativa, Rizzo ha ricoperto anche il ruolo di responsabile della produzione, distinguendosi per la sua competenza, dedizione e spirito pratico. Un vero “tuttofare”, capace di affrontare ogni sfida con passione e concretezza. Negli ultimi due anni si era allontanato dall’attività a causa di una malattia degenerativa, ma il suo legame con l’azienda e con i lavoratori non si è mai spezzato. Oggi nella cooperativa lavorano oltre 20 persone, ma nel corso degli anni sono stati centinaia i lavoratori che hanno condiviso con lui un percorso fatto di sacrifici, crescita e soddisfazioni. In tanti lo ricordano come una figura carismatica, socievole, sempre sorridente e disponibile, capace di creare un clima familiare all’interno dell’ambiente di lavoro. Chi scrive lo ricorda fin da ragazzo, nelle prime edizioni della Festa del Grano, quando Salvatore Rizzo era sempre presente con il suo immancabile sorriso e con i prodotti Pandittaino pronti per le degustazioni. Era quasi naturale associare ogni evento del paese alla sua figura: bastava organizzare una manifestazione a Raddusa e lui diventava il punto di riferimento per far arrivare il famoso pane con le olive, i pomodori secchi ecc. Una presenza discreta ma fondamentale, che ha accompagnato negli anni la crescita delle tradizioni locali e il senso di comunità che ancora oggi caratterizza la città del grano. A tratteggiarne il profilo umano è la figlia Rossella, che lo ricorda con parole cariche di affetto: «Grande di età ma giovane di mentalità, è stato un padre per tutti i lavoratori della cooperativa. Sempre pronto ad aiutare e, quando necessario, anche a rimproverare. Amico di tutti». Agricoltore prima ancora che dirigente, Salvatore Rizzo ha incarnato i valori più autentici della cultura contadina raddusana, contribuendo in maniera determinante alla valorizzazione del grano duro locale e allo sviluppo economico del territorio. Lascia la moglie Pina Marino, i figli Benedetto e Rossella e gli amati nipoti Giuseppe Pio, Salvatore, Lara e Amalia. Salvatore aveva quattro fratelli, ormai scomparsi, e le due sorelle ancora vive Maria e Concetta. Con la sua scomparsa Raddusa perde non solo un imprenditore lungimirante, ma un uomo che ha saputo costruire, insieme agli altri soci, un pezzo importante della storia economica e sociale del paese. I funerali si svolgeranno oggi 6 Maggio alle ore 16.30 presso la chiesa Immacolata Concezione di Raddusa. L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia Rizzo in questo momento di dolore, nel ricordo di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia di Raddusa.
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